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Unione Industriali, Atzori: “Crisi c’è ancora, i neo amministratori creino condizioni di crescita”

Savona. “La crisi nel Savonese c’è ancora e si fa sentire”. La visione del presidente dell’Unione Industriali savonese, Fabio Atzori, non è indulgente: “Le imprese stanno ancora pagando lo scotto delle difficoltà economico-finanziarie generali e in un paese come l’Italia, tuttora gravata dal debito e dagli eccessivi apparati della burocrazia, la risalita per le aziende è ancora più complicata. La provincia di Savona da questo punto di vista non fa differenza” afferma Atzori a margine della presentazione dei dati conclusivi sull’iniziativa “Fabbriche Aperte 2011” della Uisv.

Il presidente dell’Unione Industriali di Savona ha inoltre parlato delle recenti elezioni amministrative, affermando: “Mi pare che di lavoro, occupazione e sviluppo economico non si sia parlato molto in questa campagna elettorale”. Rivolgendosi ai neo sindaci eletti nel Savonese, inoltre, formula un auspicio: “Da parte dei nuovi amministratori delle città gli industriali aspettano la creazione delle migliori condizioni per la crescita delle filiere produttive locali, con l’obiettivo di dare vere prospettive di sviluppo per i nostri giovani”.

“Oggi più che in passato da parte delle amministrazioni locali servono decisioni e scelte rapide che siano al passo con le esigenze dell’economia generale e delle diverse economie territoriali” conclude Atzori.

Commenti

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  1. folgore
    Scritto da folgore

    @Resist
    ” Container possono benissimo viaggiare su treni (di notte) e su navi….ma non distruggendo Vado facendo una piattaforma nel posto sbagliato” d’accordo sulla prima parte, sono fautore del trasporto ferroviario, mi spieghi invece quali sarebbero i posti giusti?Se la piattaforma Vado non la vuole e non la facciamo creando un precedente chi pensi dopo Vado dica si la voglio io?In Liguri ao sviluppi i porti o sei finito, di certo non ci sono spazi per industrie!
    I container li devi caricare su navi, e mentre Marsiglia, Barcellona, Lisbona si attrezzano noi restiamo al palo, finendo per vedere solo treni che transitano con container ammesso che possano visto lo stop alla TAV!!!La realizzazione dell’alta velocità è fatta per stare al passo, d’accordo anche io che prima deve andare la media ma se stai in europa, non puoi pretendere che i treni partano e siano progettati per i 350 km/h in portogallo e arrivino in Italia dovendo poi viaggiare ai 200 (se va bene sennò 140) pr poi ritornare ai 350 in austria!!!

  2. folgore
    Scritto da folgore

    @surfista
    vorrei farti notare che i prodotti che pagi costano meno proprio perchè non prodotti qui ma in Cina, e produrre là significa inquinare 10 volte quello che si inquina qui, senza rispetto dei diritti e soprattutto distruggendo le economie locali e togliendo posti di lavoro!
    Ma pensi che se uno inquina in Cina tu non ne subisci le conseguenze?Pensi che togliere 100t di pm10 qui e immetterne 10.000 in Cina ti preservi la vita da tumori ecc?Credimi ho avuto modo di vedere la situazione in Cina e India ad esempio su produzioni di larga scala e non hai nemmeno idea di cosa si vede, intere vasche di acido cloridrico gettate senza filtri negli scarisci, vasche di acidi per la galvanizzazione a cielo aperto senza protezioni…..filtri per scrischi in atmosfera assenti!

  3. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Il compromesso..questo invocano ad alta voce dal “mondo del profitto”. Il compromesso che loro considerano sinonimo di progresso. Cioè: vuoi l’energia elettrica e vuoi i posti di lavoro?..Si?…Allora devi cuccarti anche gli effetti collaterali dell’inquinamento, del rischio nucleare, della compromissione del territorio e dell’ambiente in genre perchè….il progresso non dobbiamo fermarlo e ora non siamo disposti a produrre in maniera diversa. Se vi piace è così senno’…
    io non cred che esista una sola maniera di generare progresso e non credo nemmeno che sia lecito essere messi con le spalle al muro con ricatti del genere.
    Tutto parte dall’alto: se abbiamo un presidente del consiglio che:
    – chiama termovalorizzatori i FORNI INCENERITORI per sdoganarne la fattibilità, mistificando la realtà;
    – vuole imporre A FORZA la reaslizzazione di centrali nucleari;
    – si pstina a promuovere la bieca e poco lungimirant epolitica del calcestgruzzo, dicendo ” quand le batiment va tout va..!”, scimmiottando i francesi in un detto da mensa di cantoere edile;
    – non fa NULLA per detrrminare un vero rinnovamento delle politiche industriali e NON investe un euro in ricerca, ANZI vorrebbe delegar el’istruzione e la ricerca tutta ai PRIVATI, mettendo le sorti di settori strategici e a rilevanza SOCIALE nelle mani del “nemico”…

    Se succede tutto questo ci sorprendiamo ancora se abbiamo una generazione di industriali che sfrutta ogni oopportunità di sovvenzione e protezionismo di< Stato per stare a galla e non si ingegna per trovare alternative eco-sostenibili?

    La politica deve dare "il LA" ai processi di rinnovamento creando le condizioni necessarie, solo i politici che governano possono farlo. Chi trae profitto e investe non si sognerebbe MAI di cambiare.

  4. Scritto da apollo

    @ CarloM. Sapessi quanto è vuota la miapancia, caro amico!!! Però mi è rimasto ancora questo vizio di respirare!!! E, possibilmente, vorrei respirare aria non dico pura ma quasi!!!!

  5. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Occorre fare delle scelte: i paesi con naturale vocszione turistica non credo che possano dotarsi di estese aree di sviluppo produttivo industriale. Al maassimo potranno individuare modeste aree per attività artigianali che sono imprescindibili cosi’ come quelle commerciali.
    iNVECE, le cittadine che hanno na storia e una vocazione industriale o artigianale spinta, dovranno privilegiare una attesa ripresa industriale. Mi sovviene la val Bormida: cosa ha fatto il Ministero per lo sviluppo economico per tutelare e rilanciar ele attività esistenti come Ferrania e altre? NULLA! Il know-how tecnologico di altissimo livello di questa industria è stato LASCIATO MORIRE e ora viene tenuto in vita con cure palliative come il fotovoltaico…
    Atzori, oltre le ovvie e interessate mire che possiamo ben comprendere ci fà riflettere su come sia importante che si privilegi l’industria rispetto (dico io) al FINTO MIRAGGIO DEL RILANCIO DELL’EDILIZIA che rimane una cura immediata e molto compromissoria PERL’AMBIENTE, pur se invocata dalle lobby dei palazzinari/affaristi e amici politicotti…. L’industria che vorrebbero gli industriali probabilmente non è esattamente quello che intendono i cittadini ma stà ai politici dirottare e favorire lo sviluppo di industrie che oltre ad appagare gli appetiti di profitto degli industriali possano rispettare l’ambiente e una a richiesta ETICA a cui non siamo piu’ abituati.