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Un migliaio di firme per la petizione “scaccia-cinghiali” della Cia

Savona. Un migliaio di firme in appena 25 giorni: la petizione della Confederazione Italiana Agricoltori di Savona per chiedere alla Provincia un nuovo sistema di controllo degli ungulati sul territorio sta facendo proseliti.

Si tratta di una petizione mossa dal mondo agricolo per allontanare i selvatici dai centri abitati e limitare i danni alle coltivazioni che sta suscitando discussioni e prese di posizioni anche interessanti negli ambienti dei cacciatori e degli stessi ambientalisti. “Noi apprezziamo chi critica in modo costruttivo riconoscendo che il problema esiste e non riguarda solamente i cinghiali ma in generale l’equilibrio dei nostri boschi nell’interesse di tutta la collettività – dichiara il presidente Aldo Alberto -. Certamente non condividiamo gli estremismi, da qualunque parte siano. Siamo pronti a discutere delle nostre proposte con chiunque abbia dubbi e voglia conoscere a fondo i contenuti presenti nella mozione, senza comunque perdere di vista le difficoltà di coloro che all’interno di aree a rischio devono svolgere la propria attività. Continueremo con la nostra iniziativa sperando che durante il percorso si arricchisca di un vero e pragmatico confronto. Ci rendiamo conto di aver toccato un punto dolente e spinoso da affrontare ma anche questo è il ruolo di un’associazione di categoria”.

La Cia chiede di passare da un semplice sistema venatorio ad un sistema di controllo con l’identificazione di aree “non vocate ai cinghiali”, ovvero zone specifiche in cui gli ungulati possano vivere ma dalle quali non possano sconfinare (come si cerca di attuare in altre regioni italiane come nell’appennino tosco-emiliano e in alcune zone del cuneese); l’approvazione di uno specifico piano di controllo provinciale che contempli zone a densità zero, il livello di densità in altre zone, l’autodifesa con l’attuazione di tutti i metodi necessari al contenimento, consentendo anche il meccanismo d’invito a singoli cacciatori sul fondo da chi non possiede il porto d’armi; consentire metodi di abbattimento come il tiro di appostamento anche notturno, gabbie e recinti di cattura; l’attivazione di un osservatorio permanente che verifichi con cadenze regolari le situazioni e le aree di crisi e meccanismi di responsabilizzazione dei cacciatori nella caccia ordinaria al cinghiale con verifiche dei risultati, prevedendo la rotazione delle zone di caccia, che non possono essere intese come patrimoni inamovibili, perché l’attività economica agricola non può essere messa sullo stesso piano di una attività del tempo libero.

“I cittadini che vogliono aderire alla sottoscrizione possono recarsi negli uffici della Confederazione Italiana Agricoltori delle sedi di Cairo Montenotte, Finale Ligure, Savona ed Albenga, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13”, ricorda la Cia.

Commenti

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  1. sampei29
    Scritto da sampei29

    resist
    cattura per rilasciare dove? esistono territori che se li prendono?
    la sterilizzazione porterebbe alla scomparsa della specie, non alla sua diminuzione visto l’impossibilità di selezionare i soggetti da sterilizzare
    gli agricoltori in provincia di savona si contano sulle punta delle dita e vengono profumatamente risarciti con i soldi delle tasse e delle autorizzazioni che i cacciatori versano regolrmante ogni anno
    magari basterebbe solo sincerarsi che molti di quelli che fanno domande di risarcimento non siano possessori unicamente di campi incolti!

    poi è ora di finirla con questa storia della lobby, siete veramente incoerenti:
    se si chiede l’abolizione della caccia dite che il novanta per cento è a favore, poi uscite con sta storia della lobby come se i politici fossero così masochisti da scontentare la maggioranza dei votanti per accontentare una piccola minoranza; mi sembra poco credibile!

  2. Scritto da Resist

    Il problema cinghiali non si risolve con la caccia….non è successo da nessuna parte!!!!
    Bisogna decidersi ad attuare campagne di cattura e sterilizzazione, come già attuato e collaudato in zone civili. I tecnici del settore lo sanno benissimo.
    Certo ha un costo, ma gli agricoltori stanno pagando un prezzo troppo alto.
    Purtroppo la lobby dei cacciatori non lo consentirà.

  3. remo
    Scritto da remo

    Personalmente mi sembra una buona proposta per cercare di risolvere un problema che va ben al di la di “caccia si, caccia no” ma riguarda la gestione di un equilibrio del territorio dove un sovrapopolamento degli ungulati provoca problemi agli impianti boschivi e non solo.

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Bisognerebbe poter votare via internet.
    Per alcune iniziative viene fatto …. e pare sia un valido sistema di votazione.
    .
    In un periodo in cui lo strapotere dei partiti (vedi affossamento referendum nucleare) fa’ mancare la connessione tra popolo e parlamento vanno applicate e svilppate tutte le forme possibili di “democrazia diretta” per “saltare” anelli non piu’ efficaci.