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Tagli alla sicurezza, proteste dei sindacati delle forze di polizia: “Promesse disattese”

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“Prima tagliano le risorse, poi dicono che quei tagli saranno recuperati e infine quando si tratta di mantenere le promesse fanno gli ‘gnorri’. C’è bisogno di dirvi di chi stiamo parlando? Naturalmente dei signorotti del Governo”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, è duro rispetto a quella che definisce “l’ennesima beffa” della maggioranza che in Commissione Bilancio “ha fatto orecchie da mercante rispetto alle istanze del comparto sicurezza”.

“Non sappiamo più se siamo davanti a uomini che sono la sintesi tra Pinocchio e il mago Silvan. Dobbiamo solo sperare – continua Maccari – che prima o poi arrivi una fata turchina che illumini le menti di legno di chi non riesce a mantenere le promesse ma piuttosto cede ai compromessi. Perché non mantenere i patti con le Forze di Polizia, negando loro un potenziamento in termini di risorse, legittime peraltro, significa accettare il compromesso della malavita”.

“Vi piaccia o no signori – conclude il Segretario Generale del Coisp – a foraggiare il malcostume siete per prima voi che agite da Robin Hood al contrario, non date a chi ha diritto di avere per rimpinguare chi non ottempera a nessun dovere”.

Inoltre, in un comunicato firmato dalle segreterie di Silp-Cgil, Coisp, Siap, Associazione nazionale funzionari di polizia si legge: “No a trattamenti economici fissi ma assegni ‘una tantum’: questa la ‘condizione’ posta dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati nel parere al decreto sulla corresponsione di riconoscimenti al personale del Comparto Sicurezza e Difesa. In precedenza le Commissioni I e IV, avevano approvato un emendamento, fortemente voluto da queste OO.SS. SIAP, SILP per la CGIL, COISP e ANFP, presentato dagli stessi Relatori (membri del Pdl) e quindi, di certo, condiviso della maggioranza di Governo, con il quale si modificavano le parole ‘una tantum’ con le seguenti: ‘perequativi individuali, aventi la stessa natura giuridica dell’emolumento corrispondente’. La sostituzione dell’assegno una tantum con un trattamento fisso e continuativo ha visto però una vergognosa marcia indietro da parte della maggioranza, dapprima – come si è detto – in seno alla Commissione Bilancio e poi da parte dei deputati della maggioranza di governo durante la trattazione del decreto-legge in Assemblea. Abbiamo già detto che non ci sono parole adatte per manifestare l’amarezza e lo sdegno per gli atteggiamenti che la maggioranza riserva agli Operatori della sicurezza”.

“Si tratta sostanzialmente della smentita di tante promesse e di tante chiacchiere che sono state fatte in questo periodo. Non crediamo che il modo di agire del Governo possa essere considerato rispettoso per il personale di cui stiamo discutendo, personale nei confronti del quale tutti sono pronti a parlare con enfasi e a tributare elogi per le importanti funzioni svolte quando si parla di operazioni contro le organizzazioni criminose, delle missioni internazionali per il ripristino o il mantenimento della pace, degli interventi di protezione civile a favore delle popolazioni colpite da eventi naturali ma che, invece, siamo portati a dimenticare in situazioni di normalità. Un Paese civile non mortifica le sue Forze armate e le forze di sicurezza come sta facendo il governo, non le costringe a manifestare continuamente, non le esaspera sino a spingerle a manifestare dinanzi alla residenza privata del Premier per avere in cambio – come con questo provvedimento – una carità penosa, anziché il riconoscimento di un sacrosanto diritto”.

“Ringraziamo il governo per l’ennesima presa in giro e lo rassicurano su una cosa: ci vedrà in piazza, di continuo ed anche durante le imminenti tornate elettorali, a testimoniare ai cittadini la sua assoluta pochezza ed il forte disinteresse nei confronti di chi garantisce la sicurezza di tutti e dell’intero Paese”.

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