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Spiagge, un decreto del ministero dell’Economia stabilirà il diritto di superficie

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Liguria. Sarà un decreto del ministero dell’Economia a determinare ”il corrispettivo” del diritto di superficie delle spiagge. E’ quanto si spiega nella relazione tecnica che accompagna il decreto legge sviluppo, pubblicato in gazzetta ufficiale. Le edificazioni esistenti, relizzate sulla spiaggia, arenili o scogliere, si legge, ”possono essere mantenute esclusivamente in regime di diritto di superficie, per il quale viene istituito l’obbligo del pagamento di un corrispettivo annuo determinato dalla Agenzia del demanio”.

Il costo sarà stabilito sulla base dei valori di mercato. ”Tali risorse affluiscono in un fondo costituito presso il ministero dell’Economia, per essere annualmente ripartite in quote in favore della regione interessata, dei comuni interessati, dei distretti dell’erario, in modo da non comportare effetti rispetto alla legislazione gente”. Nella relazione si spiega, infine, che sarà un decreto del ministero dell’Economia a individuare i criteri ”con cui determinare il corrispettivo del diritto di superficie in modo tale da non determinare effetti negativi sui saldi di finanza pubblica”. “Per lo sviluppo abbiamo fatto un decreto l’altro giorno ed è per certo un aspetto pittoresco quanta attenzione sia stata data al tema delle spiagge. E ora posso dire che delle spiagge non me ne frega un tubo”. E’ quanto affermato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervenendo al convegno ‘Crescere tra le righe’ organizzato al Borgo La Bagnaia dall’Osservatorio permanente Giovani – Editori.

Quello che è importante, ha spiegato il ministro, “sono i distretti turistici, che sono fondamentali per il paese”. Poi il ministro ha ricordato come nel recente decreto per lo sviluppo varato dal governo “i distretti industriali sono in campo”, lamentando come alcuni aspetti innovativi siano stati ignorati: “voglio solo ricordare ad esempio che c’è il credito d’imposta per la ricerca e c’è credito d’imposta per chi assume nel Sud”. “Il ministro Tremonti dice che delle spiagge ‘non me ne frega un tubo’ mentre invece dovrebbe, visto i pochi soldi che lo Stato incassa per le concessioni demaniali e vista l’altissima evasione fiscale degli stabilimenti balneari”. Lo affermano il Fai e il Wwf in una nota congiunta. “Gli incassi dell’erario per le concessioni demaniali relative alle spiagge nel 2009 – continuano le due associazioni – sono stati di 103 milioni di euro, un’inezia se si considera che gli stessi gestori dichiarano incassi per circa 2 miliardi di euro e se si considera che alcune stime attendibili ritengono che gli introiti reali siano addirittura 5 volte superiori. Infatti non tutti sanno che gli stabilimenti balneari per i servizi in concessione (ombrelloni, lettini e cabine) non sono tenuti allo scontrino fiscale ma a una rendicontazione quotidiana che avviene a fine giornata rendendo praticamente impossibile ogni controllo”.

“La prova provata degli alti introiti – concludono Fai e Wwf – consiste anche nel fatto che molti stabilimenti subappaltano la gestione dei servizi ristoro il che significa che a guadagnare sono due distinti soggetti, il titolare della concessione e il gestore della ristorazione. Insomma, considerando 18 milioni di metri quadrati di spiagge in concessione lo Stato incassa 50 centesimi per metro quadro al mese. Introiti tutti a vantaggio dei privati e forse su questo il ministro Tremonti, che per la verità aveva tentato un aumento dei canoni di concessione, dovrebbe tornare ad occuparsene”.

Commenti

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  1. Scritto da Aurelio Bianchi

    Gli stabilimenti balneari sono uno scandalo tutto italiano.
    Fino a pochi anni fa i gestori vivevano da nababbi lavorando tre mesi l’anno, e ogni anno acquistavano nuovi appartamenti che affittavano.
    Ovviamente il nero domina tutto il settore.
    Chi controlla quante volte vengono riforniti di gelati, per non parlare degli ombrelloni, dell’accesso, del bar, ecc. ecc.
    I controlli si limitano a verifiche assurde, se il bagnino sia seduto sul trespolo, o abbia la maglietta omologata.
    Poi, se si fregano miliardi di euro di tasse, quello non è importante.

    I comuni non hanno soldi?
    Potrebbero gestire in proprio gli stabilimenti, così farebbero rispettare le leggi, darebbero lavoro, e garantirebbero le zone libere.

    Ma se proprio volete tutelare questi privilegiati, allora dategli pure le concessioni per vent’anni, ma almeno fategli pagare un po’ di tasse, non come noi che siamo dipendenti e fessi, ma almeno un pochettino.