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Savona, si è spento Ruggero Gibbone: aveva 53 anni, il ricordo degli amici

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Savona piange la scomparsa di Ruggero Gibbone che si è spento ieri, a 53 anni, all’ospedale San Paolo, stroncato da alcune complicazioni cardiache arrivate dopo un intervento per una peritonite intestinale acuta. Gibbone, “Rugge” per gli amici, aveva combattuto fin dalla nascita con una malattia congenita ed era molto conosciuto in città. Erano in molti a scambiare con lui quattro parole quando lo incontravano in centro ed in tanti gli volevano bene.

Qualche anno fa le sue condizioni di salute si erano aggravate in seguito ad un incidente stradale: era stato investito da un’auto in via Stalingrado ed aveva riportato un grave trauma cranico. Era rimasto in coma all’ospedale San Martino, poi il lento e lungo recupero, prima in un centro specializzato a Parma e poi a Loano nella clinica “La presentazione”. Ruggero era purtroppo rimasto sulla sedia a rotelle ma non aveva mai perso il suo spirito e la sua voglia di vivere. Un mese fa aveva dovuto affrontare la morte della mamma Rosalinda che si era sempre occupata di lui, senza mai lasciarlo solo. A Ruggero erano così rimasti gli amici più cari che non lo hanno mai fatto sentire solo.

Una settimana fa, proprio grazie agli amici, Rugge aveva coronato un sogno: incontrare personalmente Beppe Grillo (foto, Ruggero è in centro). Ieri, dopo l’intervento che sembrava essere andato per il meglio, sono giunte invece, improvvise, delle complicazioni che hanno spento per sempre il sorriso di questo “ragazzone”. I funerali saranno celebrati domani mattina, alle 10, nella chiesa di Legino. Gibbone sarà poi sepolto nel cimitero di Altare.

Intanto iniziano ad arrivare i primi ricordi di Rugge come quello di William Giusti (“Gulli”) e di tutti gli amici dei Salesiani: “Ciao Ruggero, credo tutti i savonesi della mia generazione ti ricordino e oggi salutino con affetto. Quante partite di calcio all´oratorio dei salesiani abbiamo giocato insieme, non avevi il tocco del fuoriclasse ma una corsa e una potenza che quando centravi la porta non ce n´era per nessuno…”.

“Ci mancherà la tua voce baritonale che ci chiamava dall´altra parte della strada quando ci vedevi passare e il tuo saluto a mano alzata, che già ci mancava da molti anni. Da quando un´auto ti aveva falciato costringendoti immobilizzato in casa dopo mesi di coma. Togliendoti anche la gioia di poter suonare la tua tastiera. Ma sei stato molto di più che un amico, che un compagno di giochi. Portavi un pesante handicap dovuto alla nascita con una naturalezza che ti ha fatto diventare un simbolo delle non-differenze, della fratellanza. Nessuno poteva vederti diversamente. Non che avessi bisogno di essere difeso da qualcosa, ma semplicemente eri uno di noi anzi molto di più: sempre allegro, felice, disponibile agli scherzi hai insegnato a me e tutti gli altri il significato vero dell´adolescenza e che le disavventure nella vita non esistono se si accettano per quello che sono: qualcosa che inevitabilmente finirà”.

“Oggi per te tutto è passato, hai raggiunto la tua mamma scomparsa poche settimane fa ed ora sicuramente sei con lei e ti prepari, magari, ad una partita di calcio dove però questa volta sarà difficile fermarti. Spero di rivederti un giorno, tutti speriamo di rivederti anche se per noi sarà molto più difficile raggiungerti in quel posto a te dovuto dal primo giorno, dove vanno le anime candide come la tua. Spero di rivederti per dirti le cose che non ti ho mai detto per vergogna, distrazione, stupidità di ragazzino. Per adesso ti dico solo che ti volevo bene, tutti ti volevamo bene. Non era possibile diversamente. Eri, sei, una di quelle persone che accompagnano i ricordi impossibili da cancellare per tutta la vita. Grazie di aver attraversato la nostra strada, grazie di cuore. Ciao Ruggero, un abbraccio per sempre”.

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