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Savona, incontro tra esperti sul tema mafia: “Presenza silenziosa in Liguria”

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Savona. “Mafie in Riviera: insediamenti criminali e narcotraffico in Liguria”: se ne parlerà sabato 7 maggio a partire dalle 9,30, presso la Sala della Sibilla nella Fortezza del Priamar a Savona in un incontro organizzato da Silp-Cgil e Arci, per un’iniziativa che ha anche il patrocinio del Comune di Savona e della libreria Ubik.

Interverranno: Giovanni Durante, presidente provinciale Arci; Daniele Tissone, segretario nazionale Silp-Cgil; Enzo Ciconte, considerato fra i massimi esperti in Italia delle dinamiche delle grandi associazioni mafiose e docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre; Vincenzo Rosario Spagnolo, giornalista impegnato in inchieste sulla mafia; Anna Canepa, sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia, con il ruolo di analisi e coordinamento su Lombardia e Liguria.

Le risultanze delle inchieste confermano l’alleanza tra Cosa Nostra e ‘Ndrangheta in Liguria ed il condizionamento del voto da parte delle cosche sino alle ultime elezioni regionali. Anche nel Savonese si è rotta l’omertà istituzionale. Anche il Procuratore capo di Savona, il dottor Granero, non ha fatto attendere una risposta chiara e concreta: costituire presso la Procura della Repubblica di Savona un pool antimafia di investigatori che lavoreranno a tempo pieno sulla criminalità organizzata, sulle mafie, sui tentativi di infiltrazione nella politica, nella pubblica amministrazione, nell’economia locale.

Spiega il procuratore Anna Canepa: “Il fenomeno appare connotato da speciali note di concretezza con precipuo riguardo alla situazione nelle province di Savona (ove operano soprattutto le famiglie Fameli, Fazzari, Gullace e Fotia) e Imperia”. Il magistrato parla anche della “sfera di interessi economici ruotante intorno alle varie anime della `ndrangheta presenti nella regione ligure”. Le indagini iniziano a evidenziare come il fenomeno `ndrangheta si sia consolidato nel Savonese. Le `famiglie´ mafiose godrebbero di contatti eccellenti e avrebbero sempre mantenuto un profilo criminale molto basso, senza episodi clamorosi che potrebbero creare allarme sociale o attirare l’attenzione.

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