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Renato Zero incanta Finale Ligure: “L’inquietudine ha caratterizzato tutta la mia vita” foto

Finale Ligure. “Sono un pesto dipendente e non voglio disintossicarmi. Detto questo sono contento di essere arrivato in… Finale”. Queste le prime parole di Renato Zero da “inquieto dell’anno”. Il cantautore è stato premiato a Finalborgo nella quarta edizione della Festa dell’Inquietudine, come al solito distinta da seminari, incontri, conferenze, mostre e dibattiti dedicati ai più svariati temi, dalla cultura allo spettacolo sino all’emergenza sociale. Ancor più longevo rispetto alla rassegna è il premio “Inquieto dell’anno”, giunto nel 2011 alla XIII edizione, che negli anni precedenti ha visto l’incoronamento di nomi quali don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carrà, Oliviero Toscani, Gad Lerner, Gino Paoli, Antonio Ricci, Costa Gravas e Elio di “Elio e le Storie Tese”.

Sono state due ore intense nelle quali la sala e la tantissima gente rimasta fuori ha potuto anche sentire la voce del cantante Renato Zero, ma anche e sopratutto il pensiero di Renato Fiacchini. Molti i momenti intensi della serata due in particolare quando Renato ha ricordato Massimo un amico scomparso proprio oggi e al quale ha dedicato la “pentolaccia” simbolo del premio e alla amica “pietrese” Teresa Casamento che osservava Zero dalla prima fila.

Proprio dopo Elio, un altro personaggio della scena musicale è tornato a calcare l’auditoriom di Santa Caterina di Finalborgo per ricevere il premio conferito dal Circolo degli Inquieti a chi dimostri “il desiderio, mai completamente soddisfatto, di conoscere e di conoscersi, di comprendere se stesso e gli altri, di intendere il conosciuto e il conoscibile, di percepire il mistero, di intraprendere iniziative e avventure nuove”. E questa volta sono stati accontentati i numerosissimi “sorcini” che seguono con devozione il cantautore romano.

“L’inquietudine ha caratterizzato tutta la mia carriera artistica e umana. Perchè dietro al triangolo e a Mi vendo ci sono dei drammi veri, non pura geometria. E’ il disperato che pur di essere ascoltato si veste da clown per cercare attraverso una sorta di flagellazione di se stesso e riuscire a mettere gli altri nella condizione di essere pronti a ricevere la sua amicizia e ad accettare il suo dramma esistenziale e la sua goffaggine”

Icona del trasformismo e del gioco glam, Renato Fiacchini, ovvero l’universalmente conosciuto Renato Zero, ha venduto oltre quaranta milioni di copie in più di quarant’anni di attività. Dedicatosi fin da giovanissimo alla musica e alla recitazione, ha partecipato a numerosi spettacoli televisivi, film e musical. Artista trasgressivo ed eccentrico, ha conquistato il favore del pubblico con album di grande successo: “Trapezio” (1976); “Zerofobia ” (1977); “Zerolandia” (1978); “Erozero” (1979); “Tregua” (1980); “Icaro” (1981); “Via Tagliamento 1965/1970” (1982).

Dopo il calo di popolarità registrato durante gli anni Ottanta, Renato Zero è tornato alla grande ribalta con “Voyeur” (1989), seguito negli anni Novanta da “Passaporto per Fonopoli” (1993); “L’imperfetto” (1994); “Sulle tracce dell’imperfetto” (1995); “Amore dopo amore” (1998); “Tutti gli zeri del mondo” (2000). Tra i lavori successivi “La curva dell’angelo” (2001); “Cattura” (2003); “Figli del sogno” (2004); “Il dono” (2005) e “Presente” (2009), che Zero ha prodotto autonomamente senza avvalersi di una casa discografica.

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