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Profughi, Rambaudi: “Avanti con accoglienza, servono altri 300 posti”

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Liguria. “Difficile fare previsioni per il futuro ma certo gli sbarchi non si fermeranno qui. Bisogna dunque andare avanti con il piano di accoglienza”. L’assessore Lorena Rambaudi, oggi nel ponente ligure, ha commentato l’arrivo del nuovo flusso di profughi in Liguria a bordo della motonave Excelsior attraccata un paio d’ore fa nel porto di Genova.

Dei 623 migranti partiti da Lampedusa, 15 si fermeranno nella nostra regione, diretti in un centro di accoglienza a Santo Stefano Magra, nello spezzino, come preventivato. Si tratta del terzo sbarco nel giro di quindici giorni a cui molto probabilmente ne seguiranno altri, a breve. “Dobbiamo continuare a cercare di reperire siti e disponibilità – ha sottolineato Rambaudi – è un lavoro certosino ma va fatto”.

Dallo scoppio dell’emergenza profughi ad oggi gli enti locali sono alle prese con la seconda fase del piano di accoglienza. “Si passa da 10 mila a 20 mila profughi. Ora, cioè, dobbiamo mettere a disposizione altri 300 posti oltre ai 300 già trovati. Questa è un’ondata diversa – spiega poi Rambaudi – non si tratta più dei tunisini che vogliono raggiungere la Francia, ma di persone che scappando dalla guerra, chiedono accoglienza, e hanno spesso gravi storie di sofferenza alle spalle. Dopo il necessario recupero fisico di cui necessitano, preparemo corsi di alfabettizzazione e programmi per occupare il loro tempo”.

Quanto all’indisponibilità già dimostrata da qualche Comune nell’imperiese, secondo l’assessore alle Politiche Sociali è necessario evitare il più possibile la requisizione dei siti da parte della Regione. “La Liguria deve trovare spazi – ha ribadito – la requisizione è una misura possibile per la protezione civile ma è un fallimento degli accordi territoriali e soprattutto della politica. Ci auguriamo di non arrivarci di nuovo e per troppe volte”. Prima però bisogna sciogliere completamente il nodo delle risorse. “Non sono ancora state sbloccate le risorse per le ristrutturazioni – ha concluso Lorena Rambaudi – per Genova questo è un problema perché nel capoluogo ligure abbiamo stretta necessità di ristruttare i siti designati dal piano di accoglienza”.

Commenti

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  1. arianna
    Scritto da arianna

    La bellona potrebbe fare di più per cominciare, fin dall’arrivo a Genova, a far sentire a casa propria i migranti più o meno regolari e accoglierli come una loro familiare, far sentire loro il calore simile a quello momentaneamente perduto.

  2. Belan
    Scritto da Belan

    Avanti un corno!