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Processo a Tomaso Bruno, finite le audizioni dell’accusa: la sentenza dovrebbe arrivare entro il 21 giugno

Varanasi. Prosegue in India, nel Tribunale Distrettuale di Varanasi, il processo a Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, accusati di aver ucciso in una stanza di albergo il loro compagno di viaggio Francesco Montis. Buone notizie per i due italiani: sembra infatti, visti gli sviluppi delle ultime udienze, che la scadenze del 21 giugno come termine ultimo per la sentenza possa essere rispettato.

Ecco un riepilogo sugli sviluppi del procedimento nell’ultima settimana. Il 29 aprile doveva celebrarsi un’udienza ma il giudice ha preso un giorno di ferie e, di conseguenza, il caso è stato discusso il 30 aprile. In quella data il tredicesimo testimone dell’accusa, cioè il secondo funzionario investigativo, Mr.Dhamveer Singh, ha ammesso di aver registrato la deposizione del Dr.R.K.Singh, il medico che ha eseguito il primo post-mortem. Il testimone ha anche ammesso che questo medico faceva parte della commissione dei tre dottori che hanno condotto il secondo post-mortem. Questo ha dimostrato la falsa testimonianza dello stesso medico che aveva sempre categoricamente negato di aver reso la sua testimonianza a questo agente di polizia e di aver fatto parte della commissione dei tre medici che hanno eseguito la seconda autopsia. Queste sono quindi gravi contraddizioni sia del decimo che del tredicesimo testimone dell’accusa e creano certamente seri dubbi su come sono state condotte le indagini in questo caso.

Il 2 ed il 3 maggio invece non si sono tenute udienze a causa dell’elezione degli organi direttivi del Bar Council Associate (Associazione avvocati dello Stato) dello Stato dell’Uttar Pradesh. Il 4 maggio invece il processo si è celebrato regolarmente e l’udienza è durata quasi due ore: sono state estrapolate altre contraddizioni nella testimonianza di questo tredicesimo testimone dell’accusa in merito soprattutto alla registrazione delle dichiarazioni di Tomaso ed Elisabetta, che lui sostiene siano state fatte alla presenza del loro avvocato, Mr.Vibhu Shankar, quando questo con corrisponde assolutamente al vero. Inoltre è anche emerso che è stato dimenticato di registrare sul diario di polizia del caso il fatto che a Tomaso ed Elisabetta è stato impedito di uscire dall’Hotel Buddha per due giorni, di usare internet e che sono stati sorvegliati da un reparto mobile di polizia. Quindi tutto questo è stato fatto illegalmente ed illegittimamente. Una serie di fattori che dimostra come il rapporto di polizia è falso ed è stato praticamente inventato e costruito dallo stesso poliziotto.

Il caso è stato poi aggiornato a ieri dove è continuato il contro-interrogatorio dello stesso testimone che è caduto in altre gravi contraddizioni perché ormai “messo alle corde” (per usare il termine del avvocato dei due ragazzi, Mr.Vibhu Shankar). Questa mattina l’interrogatorio di questo testimone si è conclusa ed è stata discussa una richiesta fatta dal Pubblico Ministero circa un mese fa: ovvero portare in aula un medico esperto per valutare ancora una volta i rapporti Post-Mortem.

“I nostri avvocati si sono fermamente opposti a questa richiesta anche perché priva di ogni supporto legale ed il Giudice ha quindi respinto l’istanza” spiega la mamma di Tomaso, Marina Maurizio, che aggiunge: “Possiamo finalmente affermare che la parte del dibattimento dedicato alla Pubblica Accusa è terminato, ora inizierà la parte della difesa con le testimonianze di Tomaso ed Elisabetta, l’audizione di uno o due testimoni da parte della difesa e quindi con la discussione finale”.

“Se non ci saranno intoppi burocratici e imprevisti, in India non si può mai essere certi di nulla, i tempi previsti potrebbero essere rispettati, e quindi si potrebbe arrivare alla conclusione del dibattimento in aula entro il 31 di maggio, il Giudice avrebbe quindi tutto il tempo per esaminare gli atti e scrivere la sentenza entro la data fissata dalla Suprema Corte dell’India e cioè entro il 21 giugno 2011” conclude Marina Maurizio.

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