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Polo per l’energia nel savonese, Ruggeri e Delfino: “Occasione di sviluppo per il Campus” (foto) foto

Savona. “Il polo dell’innovazione e della ricerca nelle energie è una scelta strategica per tutto il savonese, con la possibilità di investimenti consistenti che saranno messi a disposizione dei soggetti pubblici e privati del bando regionale. Un progetto concreto che avrà ricadute economiche e occupazionali per il nostro tessuto produttivo”. Così il presidente di IPS Savona Carlo Ruggeri ha salutato il via alla costituzione di un “Polo di Ricerca e di Innovazione sull’Energia Sostenibile”.

“Un ruolo centrale avrà il Campus di Savona, grazie allo sviluppo dei laboratori di ingegneria che serviranno per la ricerca. Un bando che potrà compensare alcuni tagli per l’università savonese e dare una nuova opportunità di crescita alla struttura universitaria savonese” ha aggiunto Ruggeri. “Il Campus è una sede molto qualificata dove ho trovato molte capacità e competenze”.

“L’università e la Facoltà di Ingegneria svolgeranno con questo bando una ricerca che avrà sviluppi applicativi immediati per le imprese – ha sottolineato Federico Delfino dell’Università di Genova -. Il Campus sta affrontando un momento felice, e grazie alla razionalizzazione dell’offerta formativa che porterà ancora benefici. Sono convinto che Savona potrà avere ancora più potenzialità con la nuova sede degli Erzelli a Genova: la distanza tra Campus di Legino ed Erzelli è in realtà assai breve e in una prospettiva di area metropolitana dovranno essere considerate quasi come una solo struttura”.

Commenti

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  1. Scritto da policrystal

    Per i lettori.

    Nella foto potete vedere un gassificatore. Nel contenitore a destra si mette il cippato di legno. Una coclea porta il cippato all’imboccatura del gassificatore (il cilindro di metallo) e lo mantiene carico. All’interno viene innescata la combustione parziale che trasforma il cippato in biogas. Questo viene pulito con due cicloni ad acqua (i due barilotti a lato del gassificatore) e un filtro per poi entrare nel motore diesel che produce elettricità.
    Scusate le parole poco tecniche ma ci tenevo a questa spiegazione. Scarti del legno – biogas – energia elettrica (o cogenerazione)
    Il tutto è ottimo se applicato ad un sistema distribuito di produzione di energia e non centralizzato.