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Piano spiagge: mentre infuriano le polemiche, l’Ue chiede spiegazioni

“Se le notizie riportate sulla stampa si rivelassero corrette, saremmo molto sorpresi”. Così una portavoce della Commissione europea ha commentato il decreto approvato ieri sulla concessione delle spiagge ai privati per 90 anni, decreto che “non abbiamo ancora ricevuto”.

“Quello che ci inquieta in particolare – ha precisato Chantal Hughes, portavoce del commissario al Mercato interno Michel Barnier – è se alla fine del periodo di concessione non ci sia il diritto quasi automatico per il concessionario ad ottenere il rinnovo”.

In un incontro con i giornalisti a Bruxelles, la portavoce ha ricordato che la Commissione europea ha già inviato all’Italia due lettere di messa in mora sullo stesso argomento, per la concessione ai privati di sei anni in sei anni. “Contatti sono in corso con le autorità italiane per trovare una soluzione e per vedere se sono compatibili con le regole del mercato interno, per questo siamo abbastanza sorpresi” dal decreto approvato ieri, che potrebbe “non essere in conformità con quello di cui stiamo discutendo”.

A Bruxelles ricordano che la questione è regolata dall’articolo 12 della direttiva Bolkestein del 2006, secondo cui le concessioni devono essere “rilasciata per una durata limitata adeguata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami”.

La polemica esplosa intorno alla misura inserita nel decreto sviluppo non si placa. Oggi è la volta del ministro per l’ambiente Stefania Prestigiacomo a controbattere agli ambientalisti: “Non abbiamo affatto regalato le spiagge italiane ai privati. Abbiamo varato delle norme di tutela dei nostri territori per evitare che operatori stranieri subentrino a quelli italiani, non è stata una svendita”.

Per Luigi Grillo, presidente della Commissione lavori pubblici e comunicazioni del Senato si tratta di polemiche “davvero incomprensibili”. Secondo Grillo “nessuno vuole privatizzare le spiagge che rimangono di esclusiva proprietà del demanio, nessuno intende favorire la speculazione sulle nostre coste, semplicemente la norma introdotta intende tutelare le migliaia di piccole imprese, perlopiù a conduzione familiare, che hanno investito cospicue risorse avendo avuto concessioni limitate nel tempo”. Una scelta da parte del Governo, sottolinea, che “mostra di rispettare le direttive europee”.

Di parere contrario il Codacons. “E’ evidente che concedere il diritto di superficie per 90 anni è l’opposto di garantire la libera concorrenza oltre ad essere contrario alla normativa europea – dice – con il ‘piano spiagge’ il governo è riuscito nell’impresa di consentire la cementificazione, senza nemmeno avere in contropartita la garanzia di poter migliorare l’offerta turistica”.

Commenti

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  1. Scritto da rocch

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=109MMZ
    Non era allora così peregrina allora l’interpretazione data subito al decreto originario se anche il Presidente di categoria parla di doppia asta una per l’arenile e una per la spiaggia che sta davanti all’arenile….

  2. Scritto da rocch

    …ovvio che tale soluzione risolva poco e che la Commissione voglia capire meglio la vicenda…

  3. Scritto da rocch

    certamente. Il punto però, visto che il decreto esclude la spiaggia, é capire cosa sottenda tale esclusione. Perché se la spiaggia non può essere oggetto del diritto di superficie, a quel punto o la spiaggia diviene pubblica (allora si potrà andare in ogni stabilimento senza dover pagare nulla, non usufruendo dell’arenile) oppure é sempre soggetta al diritto di insistenza, cioé ad una concessione con asta, a cui non parteciperà alcuno (presumibilmente) se non chi ha già il diritto di superficie gravante sull’arenile. Ma allora si tornerebbe come nel gioco dell’oca al punto di partenza, perché il diritto di superficie consentirebbe una posizione privilegiata del concessionario uscente che può vantare il diritto di superficie….Una soluzione all’italiana che cambia tutto per non modificare nulla insomma….

  4. hi-tech
  5. Scritto da rocch

    Torno sul post per colmare una mia ignoranza, non per esprimere un parere non avendo capito la soluzione proposta (se qualche lettore esprime un chiarimento…). La soluzione sarebbe sostanzialmente di dare il diritto di superficie sull’arenile: ora, per quanto ne so, l’arenile é il tratto in cui normalmente troviamo i locali dello stabilimento, le attezzature da spiaggia, sdraio ombrelloni….etc… Ma la spiaggia é specificato che non viene toccata dal diritto di superficie….e per spiaggia (qua il punto, se qualcuno vuole smentire) possiamo intendere in termini tecnici e pratici il tratto che dalla battigia va all’arenile. Ora, tenuto conto che la soluzione concerne il solo arenile, ci deve porre il problema, penso, della spiaggia (un tempo e a tutt’oggi ricompresa nel diritto di insistenza, cioé nella concessione o proroga della stessa). A questo punto occorre capire che fine fa la spiaggia…..