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Pericolo infiltrazioni mafiose nel Savonese: occhi puntati sulle cave di Cosseria e Balestrino

Balestrino/Cosseria. Occhi ben aperti da parte delle forze dell’ordine verso il pericolo di infiltrazioni mafiose nel Savonese. Grazie ad un’operazione congiunta di Questura, Direzione Distrettuale Antimafia, Carabinieri, Guardia di finanza, Corpo Forestale dello Stato, Direzione provinciale del Lavoro e Arpal, sono stati posti sotto la lente di ingrandimento due siti a rischio.

Si tratta della cava Camporosso di Balestrino e della cava Rianazza di Cosseria, entrambe dismesse e interessate da una fase di ripristino ambientale in base alla quale il sito dovrebbe tornare nella condizione in cui si trovava in origine: si sta dunque procedendo a riempire di terreno la cava e a ricollocare qui il verde e le piante.

Un’attività a rischio, si diceva, in particolare perché, insieme al “nuovo” terreno, potrebbe finire in quelle cave materiale illecito come, ad esempio, rifiuti pericolosi o tossici. Di qui l’allarme per un possibile “interessamento” della mafia per quelle attività e l’operazione disposta dal Prefetto di Savona, Claudio Sammartino.

In queste ore le forze dell’ordine hanno proceduto all’esame e al campionamento del terreno per verificare la presenza di sostanze non autorizzate: dai primi accertamenti dell’Arpal, però, non risulterebbe alcuna irregolarità. L’attenzione rimane comunque alta.

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