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Non vuole riconoscere la figlia, accusato di tentata estorsione verso la madre della piccola: imprenditore rinviato a giudizio

Savona. Una figlia nata da una relazione extraconiugale che lui, secondo l’accusa della madre della piccola, non voleva riconoscere. Inizia così una lunga battaglia legale per fare in modo che la bimba (che adesso ha circa 4 anni) venga riconosciuta dal padre. Alla donna viene data ragione in primo grado ma l’uomo, un imprenditore savonese di 43 anni, fa ricorso in Appello.

Qui il giudice decide di effettuare il test del Dna per chiarire una volta per tutte i dubbi sulla paternità. L’esito del test è positivo ma, a quel punto, sempre secondo l’accusa, l’uomo avrebbe detto alla donna che, se voleva ottenere dei soldi da lui, avrebbe dovuto scrivere una lettera nella quale rinunciava, di fatto, al riconoscimento legale della figlia.

Per questa azione l’imprenditore è stato quindi accusato di tentata estorsione e, questa mattina, il giudice Fiorenza Giorgi ha deciso di rinviarlo a giudizio. Il processo a suo carico inizierà il 28 ottobre prossimo.

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