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Millesimo mette al bando i sacchetti di plastica: in arrivo 11 mila borse biodegradabili

Millesimo. Al via l’utilizzo di borse biodegradabili per il commercio millesimese dopo l’accordo intercorso a suo tempo tra l’amministrazione comunale ed il consorzio del commercio locale Civ Tutto in un Millesimo.

Il progetto sviluppato dal consigliere comunale con delega al commercio Aldo Barberis, dopo che il Comune aveva aderito alla campagna nazionale “Porta la Sporta”, ha visto coinvolto il Civ, per comunicare a tutto il settore del commercio l’adesione al progetto, i termini di legge in materia, le modalità di adozione, i fornitori eventuali disponibili.

La concretizzazione del progetto porterà a Millesimo 11 mila borse biodegradabili, 100% ECM in formato HDPE, che sostituiranno il materiale plastico in uso e che saranno marchiate con loghi e grafica che ha tenuto conto della peculiarità del prodotto e della promozione del territorio. Altra iniziative locali vedono la fornitura di shopper in tela o carta.

L’iniziativa aveva appunto preso il via dopo che l’amministrazione comunale di Millesimo guidata dal sindaco Mauro Righello aveva aderito alla campagna, promossa dai comuni virtuosi per le buone pratiche amministrative, rete di cui il comune di Millesimo fa parte, per iniziare ad eliminare le borse in plastica per il trasporto della spesa.

La campagna, che a Millesimo ha trovato subito l’adesione dei commercianti del Civ Centro Integrato di Via “Tutto in un Millesimo”, dell’Ascom Confcommercio, ha assunto la denominazione internazionale di “Porta la sporta” ed è appunto promossa dall’associazione dei comuni virtuosi insieme a Marine Conservation Society, una società inglese no profit che si occupa della tutela dell’ecosistema ambientale e marino.

All’iniziativa avevano aderito anche le Regioni Liguria, Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana, Marche ed Emilia Romagna, e soprattutto moltissimi sindaci di comuni sensibili ai problemi ambientali. Obiettivo del piano, concordato con le associazioni cittadine del commercio locale, è arrivare ad una riduzione consistente dei sacchetti in plastica.

L’iniziativa si basa su un dato oggettivo che le buste ed i sacchetti in plastica non sono solo un danno immediato per l’ambiente e uno spreco di risorse energetiche, visto che sono derivati dal petrolio, ma attraverso gli scarichi e i corsi d’acqua si trasformano in devastanti assassini per gli organismi che vivono nei corsi d’acqua, nei mari e negli oceani e non di rado vengono abbandonati nei boschi e nei fiumi.

Successivamente anche le disposizioni di legge hanno normato la materia ed oggi la normativa, legge 296/06, prevede che a decorrere dall’1 gennaio 2011 sia scattato il divieto di utilizzo da parte dei commercianti dei sacchetti di plastica derivata dal petrolio (shopper) e dovranno essere utilizzati soltanto i sacchetti in materiale biodegradabile. Evidente l’intendimento legislativo che ha previsto quattro anni di tempo per smaltire le scorte di sacchetti in plastica per passare all’utilizzo di materialebiodegradabile.

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