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Maltrattamenti sul figlio di 4 mesi, papà si difende in aula: “Sono stati incidenti”

Savona. Si avvia verso le battute finali, in Tribunale a Savona, il delicato processo che vede sul banco degli imputati un savonese di 37 anni accusato di maltrattamenti e lesioni volontarie nei confronti del suo bimbo nato da pochi mesi. Questa mattina in aula hanno infatti “sfilato” gli ultimi testimoni, tra cui lo stesso imputato, e poi il giudice ha rinviato il procedimento al 6 luglio per la discussione e, salvo sorprese, la sentenza.

Secondo il quadro accusatorio, il papà sarebbe arrivato a procurare al figlio la rottura scomposta di un femore e una frattura parietale della teca cranica ma, dalle deposizioni dei testimoni di oggi, lo scenario è sembrato uscire un pò “ridimensionato”. Al padre, nei primi 4 mesi di vita del neonato, vengono contestati ben quattro episodi di violenza e maltrattamenti: il primo nel novembre 2008 quando, facendolo cadere, avrebbe procurato al piccolo un sanguinamento del cavo orale, il secondo nel dicembre dello stesso anno quando gli avrebbe procurato una ecchimosi sulla fronte, il terzo nei primissimi giorni del febbraio 2009 quando gli avrebbe provocato la rottura del femore ed infine, intorno alla metà dello stesso mese, gli avrebbe procurato la frattura alla testa.

Una serie di “infortuni”, avvenuti tutti in assenza della mamma del piccolo, che avevano finito per insospettire i medici del pronto soccorso savonese dai quali era partita una segnalazione per il tribunale dei minori. Da lì l’intervento dei servizi sociali e l’apertura di un’indagine della Procura che, dopo una serie di accertamenti e perizie, aveva portato poi al rinvio a giudizio del 37enne. Un immagine di padre-violento, quella che emerge dal quadro accusatorio, che però sembra andare in contrasto con quanto sentito oggi in aula. L’assistente sociale che ha seguito gli incontri protetti (della durata di un’ora) tra bimbo e imputato ha infatti parlato di un papà “affettuoso e presente, molto attento”. “Mi riferisco sempre agli incontri ai quali ero presente io – ha precisato il testimone -. L’imputato in qualche occasione mi ha anche espresso il desiderio di vedere di più il suo bimbo”.

Un pensiero ribadito più volte stamattina anche dallo stesso padre nel corso del suo esame: “Vorrei vedere di più mio figlio. E’ la mia vita, il mio sangue ed è logico che io voglia stare con lui”. L’imputato ha spiegato di non aver mai voluto fare male volontariamente al suo bambino ma che si sarebbe trattato di incidenti. “Mi dispiace tantissimo per tutta questa situazione che ha coinvolto mio figlio e la sua mamma. Sto molto male per quello che è successo e me lo porterò dietro per tutta la vita” ha concluso. Se anche il giudice ritenesse che le lesioni al piccolo siano state originate da incidenti e non da percosse allora il reato contestato a padre potrebbe anche essere derubricato. Nel processo l’ex compagna dell’uomo, assistita dall’avvocato Andrea Cechini, si è costituita parte civile.

Commenti

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  1. Scritto da Bobby75

    Stai a vedere che ‘sto povero cucciolino le ossa se l’è rotte cadendo da solo dalla moto… ma per piacere!!! E comunque, anche se fossero stati incidenti, può capitare una volta, due… ma quattro volte significa che non sei in grado di accudire un neonato, ergo instabile di cervello, ergo ugualmente condannabile… io ho un bambino di 9 mesi e finora con me manco un graffio s’è mai fatto… solo fortuna? Gli assistenti sociali come al solito intervengono sempre nella maniera sbagliata…