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La Carisa Savona sogna l’impresa: strappare lo scudetto dalle mani della Pro Recco

Savona. Pro Recco contro Savona. Non poteva essere altrimenti. La finale scudetto annunciata fin dalle prime battute della stagione 2010/11 è divenuta realtà e, a partire da domani, le squadre guidate da Pino Porzio e Claudio Mistrangelo si affronteranno per contendersi il novantaduesimo titolo di campione d’Italia. I biancocelesti ne hanno già in bacheca ventiquattro, la Rari Nantes ne ha conquistati tre.

Da una parte un’autentica corazzata, dominatrice in lungo e in largo sia in campo nazionale che al di fuori dei confini italiani, dall’altra una società che, dopo alcune vicissitudini, ha saputo tornare ai vertici grazie ad una programmazione esemplare. Il derby più sentito della pallanuoto italiana vede di fronte due realtà apparentemente ben diverse ma entrambe molto attrezzate, che indubbiamente si temono a vicenda. Quest’anno hanno dimostrato di essere una spanna sopra le altre. Il Posillipo, ridimensionato durante l’estate, e la Brixia Leonessa, scesa di livello a stagione in corso, non hanno saputo opporsi alle due grandi liguri. Tutte le altre hanno potuto fare ancora meno, se non limitare i danni.

La sfida che assegnerà il tricolore sarà la stessa della scorsa stagione. Un anno fa i recchelini vinsero il quinto scudetto consecutivo piegando i savonesi, tornati a disputare una finalissima a cinque stagioni di distanza dal trionfo del 2005. Nella scorsa stagione la Rari Nantes riuscì a vincere entrambi gli scontri diretti in campionato, sia all’andata che al ritorno. Ma in finale, nonostante il primato nella stagione regolare, per i savonesi non ci fu scampo. Battuti 4 – 7 a Luceto il 2 giugno e 10 – 9 a Recco il 5 giugno, i ragazzi condotti da Mistrangelo si arresero definitivamente l’8 giugno, cedendo le armi con il risultato di 8 – 10.

Quest’anno la Pro Recco ha dettato legge per tutta la stagione regolare. I campioni in carica hanno dominato al punto tale da vincere tutti gli incontri disputati, compresi quelli con i savonesi. Il 4 gennaio, nella vasca di Sori, attuale casa dei biancocelesti, il risultato è stato di 8 – 6. Nel match di ritorno, il 2 aprile, la Carisa è stata sconfitta 6 – 11. Prima e fino ad ora unica sconfitta dei biancorossi nella rinnovata piscina Zanelli.

Insomma, i precedenti parlano chiaro. Il pronostico pende tutto dalla parte della Ferla. Benedek e compagni, in questa stagione, hanno sempre vinto: in campionato, in Coppa Italia, in Eurolega. L’impressione, però, è che l’esito sia più incerto rispetto alla scorsa stagione. Innanzitutto, la serie è più breve: si gioca al meglio delle tre partite. Più partite si giocano, più è facile vedere emergere i veri valori. Una serie più corta lascia più spazio a sorprese: una giornata storta può costare carissima. Inoltre, la Carisa è in gran forma e con il morale alle stelle: i biancorossi hanno spazzato via il Panionios in finale di Coppa Len e il Posillipo in semifinale playoff con una facilità impressionante.

Il rischio di giungere appagati a questo appuntamento non c’è: entrambe le contendenti hanno ancora fame di successi. La Pro Recco, in particolare, ha nel mirino un obiettivo su tutti: l’Eurolega. Dopo averla conquistata già sei volte (le prime con il nome di Coppa dei Campioni), i recchelini la vogliono ancora per ribadire al continente che sono ancora i campioni dell’Europa. I due impegni ravvicinati, finale scudetto e final four di Eurolega, non intimoriscono Pino Porzio. Ha a disposizione, di fatto, due squadre di titolari. Per la competizione europea può schierare due ex savonesi, due campioni del calibro di Kasas e Perrone, che in campionato non possono entrare in acqua. Insomma, dopo la Coppa Italia, il sodalizio di Gabriele Volpi vuole ripetere il fantastico tris dello scorso anno e ha tutte le carte in regola per farlo.

La Carisa Savona, al contrario, ha iniziato la stagione in maniera titubante. La prematura eliminazione dalla Coppa Italia e l’uscita dell’Eurolega avevano fatto temere un’annata da comprimari per i biancorossi. Poi, con il passare delle settimane, il lavoro di Claudio Mistrangelo è stato ripagato. Rizzo e compagni si sono presi con autorevolezza il secondo posto in serie A1 e hanno compiuto uno splendido percorso in Coppa Len, alzando al cielo per la seconda volta il trofeo. Un traguardo che certamente non appaga i savonesi, anzi, li galvanizza in vista della sfida con i “cugini”.

La palla al centro sarà sistemata tra poco più di ventiquattro ore. Teatro della finalissima saranno le due rinnovate ed accoglienti piscine di Sori e Savona. Primo atto domani alle ore 20, nell’impianto del borgo marinaro del Golfo Paradiso, confinante con Recco. Ritorno sabato sera a Savona. Ci sarà sicuramente il tutto esaurito e le due tifoserie rinnoveranno la loro sfida decennale. Non mancheranno i consueti sfottò e gli striscioni rivolti ai rivali, al fianco di quelli indirizzati ai propri beniamini.

Sarà guerra di nervi, non solo in acqua ma anche sugli spalti e sulle panchine. A dire il vero, la tensione è già alta da quando la Fin ha reso noti i nomi degli arbitri. Gara 1 sarà diretta dai croati Albert Brala e Dejan Perisic. Il nome di quest’ultimo non è stato gradito dall’entourage savonese. L’arbitro, infatti, è legato alla società Primorje di Rijeka, il cui presidente, Predrag Sloboda, è socio di Gabriele Volpi e, in passato, è stato dirigente della società recchelina. Il direttore generale della Rari Nantes, Claudio Strinati, ha esternato il proprio malumore per questa scelta, così come per la coppia che dirigerà gara 2: Filippo Gomez e Mario Bianchi. Il primo, in gara 2 dello scorso anno, non punì Nicolò Figari per un colpo rifilato a Federico Mistrangelo che causò la frattura del setto nasale al savonese. Insomma, gli arbitri sono già nel mirino prima ancora di cominciare, ma questo, spesso, fa parte del gioco perché esternando tali timori si spera di essere tutelati durante la gara.

La speranza di tutti gli appassionati è quella di assistere ad una sfida equilibrata ed avvincente, non ad una gara a senso unico. Forse, sotto sotto, se lo augura anche qualche tifoso recchelino, annoiato dallo strapotere dei suoi. Vincere facile piace ed è l’intento palese di chi ha costruito questo squadrone, ma una vittoria sofferta ha un sapore ancora migliore. Una finale combattuta, o addirittura con un esito a sorpresa (e qui i tifosi savonesi possono fare gli scongiuri del caso) gioverebbe ad un movimento che, negli ultimi venti anni, ha perso praticanti, sponsor e interesse. Ora tocca a Pro Recco e Savona regalare due (o, meglio ancora, tre) serate di emozioni.

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