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IPS: parte il polo di ricerca e innovazione nel savonese (foto) foto

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Savona. La candidatura di IPS, su mandato della Provincia di Savona e dei Comuni di Savona e Cairo Montenotte, presentata in collaborazione con BIC Liguria, SPES e Università di Genova – Polo Universitario di Savona, per la costituzione di un “Polo di Ricerca e di Innovazione sull’Energia Sostenibile”, nell’ambito di un bando regionale, è stata definitivamente ammessa dalla Commissione di Valutazione della Regione Liguria.

Il polo di ricerca e innovazione oltre al ruolo di soggetto gestore ricoperto da IPS, prevede il raggruppamento di imprese indipendenti (start up innovatrici, piccole, medie e grandi imprese), nonché organismi di ricerca per svolgere attività nel campo dell’energia sostenibile con l’obiettivo di stimolare l’innovazione.

Il polo, unico in Regione Liguria, sarà costituito dalle imprese più significative per il territorio nel settore energetico e da prestigiosi istituti di ricerca. Attualmente in sede di candidatura hanno aderito: 33 imprese di cui 12 Grandi e 21 PMI; Consiglio Nazionale delle Ricerche; Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; Università degli Studi di Genova; Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola; Parco Tecnologico di Ferrania.

Alle adesioni degli attori con sede nel territorio ligure si aggiungono le collaborazioni di centri di ricerca internazionali tra cui il Pôle de compétitivité CAPENERGIES, la Scuola Nazionale Superiore dell’Energia e dell’Ambiente dell’Istituto Politecnico di Grenoble e il Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia.

IPS, in qualità di soggetto gestore, è destinatario dei finanziamenti per la prima fase dell’attività del polo, e costituisce la struttura di coordinamento sinergico tra gli attori del processo di innovazione, favorisce l’accesso a servizi ad alto valore aggiunto e mette a disposizione delle imprese idonee infrastrutture per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Il contributo concesso per le attività finalizzate all’avvio del Polo per un periodo non superiore a 3 anni è di circa 540 mila euro a fronte di un ammontare di spese totali pari ad 1,5 mln.

La seconda fase, per la quale saranno emessi ulteriori ùbandi, prevede ulteriori risorse finanziarie a valere sui fondi FAS e FSE per un importo complessivo pari a 17 milioni di euro che saranno destinate alle imprese ed agli organismi di ricerca afferenti al Polo per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo.

Il confronto con il mondo accademico da una parte e le istanze delle imprese dall’altra ha permesso di individuare le aree tematiche su cui incentrare l’attività del polo: utilizzo di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile (fotovoltaico, eolico, biomasse, celle a combustibile); miglioramento dell’efficienza e riduzione dell’impatto ambientale di sistemi di generazione a combustibile fossile; gestione efficiente delle infrastrutture energetiche.

A livello di sedi operative, il “Polo di Ricerca e di Innovazione sull’Energia sostenibile” sarà collocato nell’ambito savonese, in particolare presso gli spazi del Campus Universitario di Savona e del Parco Tecnologico di Ferrania e sarà in grado di ospitare infrastrutture di ricerca, centri prova, strumentazione dedicata e laboratori di calcolo per le attività di innovazione del polo di ricerca. Tale collocazione offrirà la possibilità di sviluppare sinergie con le iniziative attualmente in atto presso le due strutture.

In particolare all’interno del Campus di Savona, con gli investimenti previsti in questa prima fase, verranno potenziati i laboratori attualmente in via di completamento mirati a ricercare una integrazione ed armonizzazione tra la produzione di energia per via fossile e quella per via rinnovabile.

Nel corso dei primi due anni verranno tra l’altro acquistati componenti e strumentazioni per attività diagnostica e di analisi processi combustivi, oltre al necessario software commerciale e hardware per centro di calcolo. Verranno altresì sviluppati i laboratori contenenti gli impianti per condurre le attività sperimentali in assetto trigenerativo (produzione di elettricità, calore e raffreddamento) e per simulazioni sulla generazione distribuita da integrarsi con studi sulle smart grid, ossia le reti intelligenti.

La realizzazione di centri altamente specializzati è fortemente auspicata dalla Commissione Europea che, anche in recenti comunicazioni, ha sottolineato il ruolo strategico di tali aggregazioni per l’attuazione della strategia di Lisbona, al punto che i territori potranno accedere (attraverso i soggetti gestori) a finanziamenti europei per sostenere le imprese e facilitarne lo sviluppo e la crescita competitiva.

Commenti

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  1. folgore
    Scritto da folgore

    @mamma critica
    vorrei farle notare che l’unico mangia mangia usato come specchietto per le allodole con cui attirano finanziamenti a fondo person sono proprio i “tanto amati” pannelli fotoltaici, prodotti in cina e india senza il minimo rispetto delle norme di sicurezza e inquinamento (altro che PM 2.5 lì si scaricano vasche di acidi direttamente nei canali!), si prendono i fondi e gli incentivi per sviluppo che ovviamente non se ne fa in compenso parecchio businness!!!
    Vorrei farle inoltre notare che di tutte le fonti energetiche alternative, Eolico, idroelettrico geotermico ecc ecc l’unico che non vale nulla e che è solo un enorme giro di affari è proprio il fotovoltaico!

  2. Scritto da cairesedoc

    A Cairo non facciamo troppo caso al carbone, ci dicono che è l’ulima nostra ‘ricchezza’ e che se va via anche l’Italiana Coke siamo del tutto finiti.
    Anzi dobbiamo ringraziarla perchè ci ha ‘regalato’ la pavimentazione del Palazzetto dello Sport.
    Questi sono i discorsi che arrivano dai nostri illuminati padroni.
    La vicenda del Parco Tecnologico è assurda.
    Le stesse persone che non riescono a tenere aperta un’aziendina da serramentista, come è diventata Ferrania Solis, vogliono creare il polo dell’ECCELLENZA con L’Università e con chissà chi altro.
    Come dice Bianchi, ho il forte sospetto che con milione e mezzo non si risolverà niente.

  3. Scritto da mamma critica

    Speriamo che tutto sto po’ po’ di scienziati, tecnici ed enti interessati

    1) scoprano che esistono le polveri sottili PM 2,5, PM 1, PM 0,1, PM 0,001 e la loro estrema tossicita’ per la salute

    2) speriamo che prima di morire vedro’ qualche bel pannello fotovoltaico sopra qualche tetto SAVONESE. o e’ chiedere troppo in una citta’ di 200-250 giorni di sole l’anno? e se non fosse per l’inquinamento che sopportiamo ne avremmo anche di piu’

    3) nei nuovi adifici assicurate risparmio energetico? cappotti nelle facciate? predisponete le doppie tubazioni per l’acqua, nel caso che un giorno non troppo lontano si arrivi a tirare lo sciacquone del gabinetto con l’acqua con cui abbiamo lavato per ore spinaci ed insalata? o con l’acqua dissalata, che qui ci costrebbe poco davvero?

    4) sara’ mica, come dice il mio caro collega del commento di sopra, il solito, eterno, incurabile, disgustoso, vomitevole mangia mangia? o un appoggio comodo per politici nonmegliooccupati? che noia ragazzi, che mala politica……………

    5) eppoi alla Commissione Europea glelo avete detto che state autorizzando un ampiamento a carbone? e come gli spiegate di ottemparare alle condizioni di Kyoto 20-20-20? un miracolo o come? ma sapete che nelle regioni gemelle del progetto AERA per esempio hanno gia ‘ fior di piani di edificabilita’ coi nuovi criteri, dove collaborano tutti gli attori sociali e del mondo produttivo?
    e da noi? si toglie la poltrona a grillo e si litiga per sistemare bagozzi nel cemento o il marito e la moglie di questo e di quello
    VERGOGNATEVI

  4. Scritto da Aurelio Bianchi

    Ma è uno scherzo?
    Parco tecnologico di ferrania?
    E dov’è?

    A parte le facezie, speriamo che sia finalizzato ad ottenere i contributi pubblici e poi si dissolva nel nulla. Dopo le ovvi e patetiche passerele dei politicotti di paese.