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Faccia a faccia dei balneari con alcuni senatori: “Aiutateci”

Roma. Dall´altro ieri alle 16 oltre 250 concessionari della costa abruzzese, raggiunti poi dai balneari della Toscana, delle Marche e della Liguria hanno occupato piazza Navona per manifestare contro il rischio di perdere le loro aziende, “per colpa della direttiva Bolkestein e dell´inerzia del governo italiano”, come ripetono da tempo.

La manifestazione ha ottenuto dal senatore Curzi, presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, la promessa di portare le istanze dei balneari al governo per indurlo a prendere immediatamente posizione nei confronti dell´Europa. Una delegazione di balneari – composta tra gli altri dall´avvocato Laila di Carlo, dal presidente del Consorzio Imprese Balneari dell´Adriatico, Riccardo Ciferni, dal dottor Piero Bellandi del Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Italiano, da Carlo Monti, presidente dell´Associazione Balneari Viareggio, da Fabrizio Maggiorelli, da Giovani Botta di Comitato Balneari Liguria www.comitatobalneariliguria.it – si è confrontata sulla Direttiva Bolkestein e sul Decreto Sviluppo con i senatori Manuela Granaiola, Baldini, Cursi, Tancredi, Pastore, Di Stefano, Piccone, e Mercatali, unanimi nel ritenere che tutelare le aziende balneari in attività sia fondamentale per mantenere l´eccellenza dell´offerta turistica balneare italiana e la sua tipicità.

Commenti

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  1. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    @..redazione:ENTRO L’ESTATE CE LA FARE A MODERARE IL POST?

  2. Scritto da prettydog53

    condivido abbastanza il ragionamento di arianna, tranne la parte sugli oneri demaniali che sono una miseria.
    ai tempi in cui ministro era rutellone (mi sembra) c’era stata la proposta di triplicarli, ed apriti cielo! c’era stata una rivolta vergognosissima capeggiata dalla destra populista e fanfarona con successivo dietro-front dei politicanti dell’epoca.
    peccato che nessuno si fosse indignato sapendo che triplicare un miseria restava sempre una miseria ….
    ed ora ne pagano le conseguenze, e mi verrebbe da dire ben gli stà.
    arianna però per certi versi ha ragione.
    mettiamo il caso che io abbia investito la mia liquidazione, mi sia venduta un appartamento, mi sia licenziata per comprare una spiaggia per me o i miei due figli.
    l’ho fatto perché acquistare una spiaggia era una sicurezza, le normative mi erano favorevoli, magari non è vero che ci si compra un appartamento a stagione ma di certo sto tranquilla perché – perfino avendo poco reddito – i miei soldi sono in banca, potendo sempre rivendere la spiaggia.

    di punto in bianco la legislazione cambia e io mi trovo con un pugno di mosche, senza liquidazione, senza risparmi, senza casa e senza lavoro.
    le norme possono anche cambiare, possono anche far piangere i ricchi, come dicevano i manifesti di rifondazione, però se solo ad una persona viene fatto un torto capitale, occorre modificarle.
    io mi accontenterei di mantenere le concessioni ventennali come ora proposto dal governo, e far circolare per le spiagge la finanza un po’ più spesso, facendogli magari verificare anche gli scontrini, il personale e le condizioni igieniche delle “tavole fredde”, delle “tavole calde”, dei “baretti”, delle “pizzerie”, dei “ristorantini” che fanno una spietata concorrrenza ai ristoranti veri e propri, che subiscono controlli di ben altro tipo.

  3. Scritto da rocch

    Dipende da che punto di vista la vedi….se analizzi il turismo del ponente ligure, l’eccesso di lidi in concessione e la penuria di spiagge libere o gestite, per l’economia, non é certo un volano ma un ostacolo (unito alle solite carenze infrastrutturali per raggiungere la costa, la qualità modesta dell’accoglienza, etc…)….il costo ormai elevato per l’utilizzo della spiaggia, a fronte di un servizio di qualità modesta, sicuramente scoraggia la vacanza che non sia di qualche giorno, possibilmente fine settimana ed impatta quindi negativamente sulle altre attività….la disponibilità di spesa é sempre più ridotta a livello familiare. L’idea di pensare a distretti turistici, oppure a consorzi di soggetti che investano nel turismo, magari abbinando l’offerta ricettiva con la spiaggia può essere una buona soluzione….Certamente la soluzione attuale danneggia il turismo infrasettimanale e di media permanenza…

  4. Scritto da Zio Jo

    @Ariannabio Quando qualche anno fa furono aumentate le tasse demaniali (se non erro triplicate) ci fu una grande protesta, “imprenditori” che minacciavano di restituire le spiagge, ecc. Sai quanti hanno restituito la concessione? Nessuno.
    La verità è che lo stabilimento balneare ha dei ricavi enormi in base al lavorato!
    Mi sai fare un esempio di qualsiasi altra attività che lavorando 3/4 mesi ci campi per tutto l’anno?
    Sono d’accordo con @Bandito: voglio avere anche io una spiaggia.
    Gli aiuti ai grandi imprenditori lo stato li fa non per l’imprenditore stesso ma per cercare di salvaguardare migliaia di posti di lavoro. In questo caso sono sicuro che nessuno stabilimento balneare rimarrà chiuso!
    Molti piccoli imprenditori (veri) che avevano pensato di poter lasciare un’attività ai propri figli si trovano oggi (grazie alla crisi degli ultimi anni) a dover chiudere: e loro hanno rischiato in proprio. A loro che diciamo?

    Saluti

  5. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    ..già una specie di economia drogata, fatta di aiutini di Stato per stare a galla e perchè ciclicamente si è sempre fatto così. ..Ma non per tutti…!
    Per esempio, certe categorie come commercianti e artigiani?…NO quelli NO! Niente..nisba!
    E…quei quattro bacucchi di pensionati che ancora percepiscono 300 € al mese e quando vanno in farmacia devonon scegliere quali farmaci che non sono mutuabili possono permettersi e quali no o che quando finiscono i mercati vanno a raccogliere la verdura che buttano via? (sono 2.850.000…) ..? NO nemmeno a quelli NIENTE, basta far finta che n Italia la povertà non esiste piu’ e diffondere il concetto a piu’ non posso!!!! E alle famiglie monoreddito che fanno i prestiti all’ultima settimana del mese per mangiarer?….Nemmen a quelli niente! … Il regime protezionistico è variabile in funzione di “chi” di “quando ” : solo alcuni e solo quando cè crisi poi, liberi tutti e liberismo sfrenato.
    Voglio ancora informarti che le tasse demaniali che dici tu sono i canoni demaniali e sono INALTERATI da decenni o giu’ di li’ credo che or aper la sup. scoperta sia 0.93 €/m2/anno….
    Qui non si tratta di negare loreo la sppravvivenza ma di applicare regole CERTE e TRASPARENTI DI LIBERO MERCATO NONCHE’ DIRITTI/DOVERI UGUALI PER TUTTI.
    Perchè un commerciante deve “lottare “con gli studi di settore che lo opprimono e a volte per non pagare tasse su basi imponibili mai guadagnate è costretto ad investire in beni strumentali in azienda? …mentre unn balneare puo’ permettersi di dichiarare 15.000 € l’anno?
    Qui si discutono temi che non hanno nulla a che vedere con l’imprenditoria vera, quella che rischia ingenti capitali e ha un imposizione fiscale al 55%… Il vero problema è che pèer decenni (70 anni?) sono andati avanti così con rinnovi automatici, blocchi dei canoni demaniali, nessun controllo fiscale, etc. che ora… è difficile adeguarsi alla REALTA’ DEL RESTO DEL MONDO IMPRENDITORIALE!