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“Dumper”, Drocchi sarà interrogato di nuovo: gip attende esito audizione per decidere sui domiciliari foto

Savona. Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi non si è ancora pronunciata in merito all’istanza di scarcerazione per Roberto Drocchi, il funzionario comunale di Vado Ligure ed ex presidente del Riviera Vado Basket, finito in carcere insieme a Pietro Fotia, Andrea Balaclava e Mario Taricco nell’ambito dell’operazione “Dumper” condotta dalla guardia di finanza di Savona con il coordinamento del sostituto procuratore Ubaldo Pelosi, che ha portato alla luce un giro di corruzione, falsità in atti pubblici e riciclaggio. E’ probabile che la decisione del gip stia slittando di qualche ora anche perché i legali di Drocchi, gli avvocati Fausto Mazzitelli e Mariangela Piccone, hanno chiesto che il loro assistito venga nuovamente ascoltato dal pm.

L’interrogatorio si svolgerà sicuramente nei prossimi giorni ed è probabile che il giudice decida se concedere i domiciliari a Drocchi anche sulla base dell’esito di questa nuova audizione. L’ex presidente del Riviera Basket era stato interrogato per cinque ore, in carcere, venerdì scorso: Drocchi davanti al magistrato aveva ricostruito i rapporti con gli altri soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari, anzitutto Pietro Fotia, il titolare della Scavo-Ter con cui avrebbe avuto il canale preferenziale nell’affidamento degli appalti, con il commerciante Pietro Taricco e l’imprenditore edile Andrea Balaclava.

Il funzionario aveva ribadito di aver incassato somme di denaro ma solo per poi destinarle al Riviera Basket, mai per uso personale. Secondo quanto riportato da Drocchi, si tratterebbe di sponsorizzazioni sempre fatturate, tranne nel caso dei soldi ricevuti da Balaclava, in nero, per un importo di 6 mila euro. Lo stesso Drocchi avrebbe confermato di non aver aderito ai principi di regolarità amministrativa (“di non averlo fatto alla lettera”), ma aveva rimarcato che dall’esame della contabilità e dei depositi bancari è possibile dedurre l’uso non personale delle tangenti contestate dagli inquirenti.

Secondo la difesa di Drocchi inoltre mancherebbe un collegamento diretto tra l’assegnazione di lavori “urgenti” per il Comune e la consegna di somme di denaro per la sponsorizzazione della squadra di basket.

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