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Articolo n° 164073 del 26/05/2011 - 10:14

“Don Lu”, le motivazioni della sentenza non convincono i parrocchiani: prosegue l’arringa su Fb

fiaccolata per don luciano massaferro

Alassio. Una condanna a sette anni e otto mesi di reclusione che, a distanza di tre mesi dalla sua formulazione, molti faticano ad accettare. Si tratta dei parrocchiani di don Luciano Massaferro – il sacerdote alassino accusato di aver abusato di una minorenne e ora ai domiciliari – che, su Facebook, portano avanti la loro arringa in difesa di colui che considerano ormai un amico.

I toni dei messaggi sul gruppo “Don Luciano libero!” si sono fatti ancora più decisi in questi ultimi giorni nei quali alcuni giornali hanno riportato nero su bianco le motivazioni della sentenza di condanna. Un documento che chiarirebbe come si sarebbero svolti i fatti e quali ragioni avrebbero spinto i giudici a dare credibilità alla ragazzina. Ma che, ancora una volta, non convincono chi ha conosciuto don Luciano e assicura che no, non può essere colpevole.

“Si sa che i giornali, alcuni giornali anzi, scrivono quello che a loro fa più comodo, sia per vendere, sia per mantenere ben salde le loro convinzioni anticlericali. Dovremmo esserci abituati ormai, ma questo abuso di potere è qualcosa a cui un cittadino apparentemente libero di pensare ed esprimere le proprie opinioni non può abituarsi”, dice Roberta.

“Il 30 dicembre 2009, il giorno dopo l’arresto, abbiamo letto locandine gridate, e articoli che ci raccontavano di capi di accusa incredibili formulati sulla base delle parole di chi le accuse le aveva mosse. C’è stato un processo perchè, giustamente, le parole non bastano, ci vogliono le prove. Si è arrivati ad una sentenza di condanna e ora alle motivazioni della sentenza stessa. Rileggo l’articolo di oggi e quelli del 30 dicembre 2009…sempre e solo le parole dell’accusa….ma…..le prove dove sono?”, si chiede invece Carla Bisello, tra i fondatori del gruppo di Facebook. E di qui una serie di discussioni sull’opportunità di pubblicare le motivazioni della sentenza che, come l’intero procedimento, sarebbero dovute essere “top secret” e a disposizione soltanto dell’accusa, della difesa e della parte civile.

“E non dimentichiamo, in tutto questo, che c’è un uomo che da 17 mesi è privato della sua libertà. Un uomo da subito ‘presunto colpevole’ mai ‘presunto innocente’”, conclude la signora Carla.

Redazione

14 commenti a ““Don Lu”, le motivazioni della sentenza non convincono i parrocchiani: prosegue l’arringa su Fb”
tata ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 10:43

eh si i giudici sono tutti scemi e anticlericali!

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Pinuccia ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 10:45

Con tutto il rispetto di quei parrocchiani, da madre, vorrei dire : ” Se un marito può violentare per anni i propi figli e la moglie non se ne accorge ( o non vuol vedere….) come potete difenderlo così a spada tratta e senza aver mai convissuto con lui? Posso capire il perdono cristiano ma questa sicurezza di innocenza mi lascia molto amareggiata.

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Bach ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 11:35

Certa gente non cambierebbe idea neanche se il prete gli stuprasse la propria figlia…

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mamy67 ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 12:05

La presunzione di innocenza è un principio del diritto italiano che vale fino a prova contraria. Il processo e una sentenza di condanna ci sono stati (quindi anche le prove contrarie). Questo appare superfluo?
C’è stata una difesa che doveva provare l’innocenza del sacerdote e che ha provato a sconfessare la credibilità di una bambina e di chi le era intorno. Ma la credibilità dell’uomo di chiesa forse era difficile da supportare.
Forse ci riusciranno in appello o forse no. Per fortuna l’Italia è il paese più garantista del mondo, dove praticamente tutti escono dalle patrie galere nel giro di poco tempo.
Ci sono un’infinità di giudici pronti a scagionarci
Oltre a un PM accusatore, si sono succeduti (nell’ordine): 1) un Gip (che ha convalidato l’arresto, atto non dovuto: frutto di una valutazione delle prove prodotte dal PM), 2) un Tribunale del riesame (a Genova composto da tre giudici estranei ai fatti), 3) un Gup che ha disposto il rinvio a giudizio avanti il Tribunale 4) il Tribunale in composizione collegiale (tre giudici che hanno ricominciato da capo a visionare atti, a sentire testimoni e periti di entrambe le parti).Adesso ci sarà (sicuramente) un processo di Appello con altri giudici.
In quale altro paese del mondo una persona viene giudicata da così tante persone?
Ci si lamenta sempre della giustizia italiana che non è mai abbastanza severa: solo per questo processo è successo il contrario.

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floris10 ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 12:15

tata, hai dimenticato che i giudici sono anche tutti comunisti…
avete notato che la maggioranza di chi si schiera a favore di preti presunti pedofili sono donne ?
io una spiegazione l’avrei.
Credo che fra i maschietti sia difficile trovare chi non hai mai sentito dire da un amico (maschio) di non aver mai subito attenzioni da parte di un prete.

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sampei29 ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 12:27

questo succede anche perchè per l’interesse personale di qualcuno è in corso un continuo tentativo di deleggittimare la magistratura con il risultato che una parte della popolazione si sente in diritto di accettare solo le sentenze che gli aggradano!

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Resist ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 12:47

si è gridato…no ai processi sommari!!!! aspettiamo la sentenza, diamo fiducia alla Magistratura.
Adesso la sentenza è disponibile (anche se solo in primo grado), tutti i fatti sono stati analizzati.

Per cortesia smettetela di difendere l’indifendibile e riflettete sulla situazione della giovane vittima di questi orrendi comportamenti.

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tata ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 15:30

@floris non facciamo di una caso molto grave un fatto politico. Io sono donna e a questi porci gli taglierei tutto, anche le mani, non mi sogno neanche lontanamente di difenderli. Per quanto riguarda gli uomini che hanno subito ” attenzioni” non stento a crederlo. Io personalmente sono sempre più distante dal mondo della chiesa che attualmente è solo capace a predicare bene ma razzolare moooooooolto male!

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mamy67 ha detto..
il 26 maggio 2011 alle 15:35

Ma quali giudici comunisti. Facile demagogia.
Andate un po’ a chiedere a quelli che hanno giudicato il Don come hanno votato alle ultime elezioni (se hannno votato) e scoprirete che magari ce ne sono anche di destra.
Ce ne sono di tutti i colori e di tutte le specie. Ce ne sono di seri e di scansafatiche. Ci sono quelli cattolici (o di altre religioni) e quelli atei.
E’ una categoria di lavoratori che rispecchia tutte le categorie dei lavoratori. Solo che fanno notizia e vanno sui giornali, così come i preti che non si comportano bene, così come i medici che sbagliano e via dicendo.

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gabbiano ha detto..
il 27 maggio 2011 alle 12:31

Mamy67 scrive “Per fortuna l’Italia è il paese più garantista del mondo, dove praticamente tutti escono dalle patrie galere nel giro di poco tempo.” Secondo me questa è una disgrazia, non una fortuna.
Io sono daccordo con Resist. Pur non avendo fiducia nella magistratura, mi pare che in questo caso si sia fatto di tutto e di più per non sbagliare il giudizio.
Io sono con la ragazzina e non capisco tutte quelle ragazze, mamme e/o non mamme che si affannano tanto a difendere l’indifendibile. A meno che……

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Cristiano ha detto..
il 27 maggio 2011 alle 13:26

Credo che stiamo vivendo in un mondo ipocrita.
Per prima cosa lasciamo lavorare i giudici, come stabilisce la legge italiana, prima di indicare alla gogna il presento colpevole, solo dal racconto della ragazzina o bambina.
Vi voglio raccontare cosa ho combinato quando ero ragazzino in un istituto in Piemonte.
Da bambino non sò bene i motivi, ma quel direttore per il suo modo di fare e che a noi non piaceva, in cinque ci siamo messi d’accordo per mandare via il direttore, con la scusa infamante che ci abusava sessualmente. Eravamo seguiti da psicologhi, abbiamo avuto tanti interrogatori, e ci hanno dato ragione. Quel povero sacerdote e stato allontanato.
ecco per questo io non credo al racconto della ragazzina. Ho chiesto perdono a Dio per la mia grande calunnia. certamente ero bambino, ma e facile intenerire gli adulti con le palle che raccontano, come abbiamo fatto noi da bambini.
Perciò prima di guardare gli altri guardatevi dentro di voi e vedete quante e grosso il trave che avete negli occhi

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mamy67 ha detto..
il 27 maggio 2011 alle 13:49

Mi sono espressa male.
“Per fortuna” era riferito al fatto dell’Italia che è un paese garantista.
Ma dovevo aggiungere “per sfortuna” nel pezzo successivo.
Purtroppo la certezza della pena non è altrettanto garantita in Italia: tra benefici vari, sconti di pena, buona condotta, si riesce a scontare molto meno della reale condanna.

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sampei29 ha detto..
il 27 maggio 2011 alle 13:51

che strano che questo episodio venga raccontato da uno che come nick ha scelto “cristiano”…
sembra confezionato ad arte per instillare un dubbio nelle persone che confidano nella magistratura e mi puzza un pò…

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prettydog53 ha detto..
il 27 maggio 2011 alle 13:53

ma questa carla bisello da dove è uscita? da un telegiornale di rete4?
dire che le sentenze non dovrebbero essere rese pubbliche, a tutela della privacy del condannato, è una castroneria etica e politica talmente grande da far pensare che agli ignoranti in materia dovrebbe essere vietato di esprimere commenti.

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