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Disamina della Cgil contro i tagli al sociale

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Il taglio effettuato dal Governo al fondo per le politiche sociali, aggrava ulteriormente la situazione di molti Comuni che dovranno fare i conti con le sempre più scarse risorse a loro disposizione e la crescente richiesta di servizi da parte dei loro cittadini.

Si sommano, infatti, i tagli per il finanziamento sanitario, i tagli ai fondi per la famiglia e per l’infanzia, i tagli al fondo per le politiche giovanili, al fondo per la non autosufficienza e nessun intervento viene previsto per le risorse contro la povertà e contro l’eslusione sociale.

Inoltre non vengono previsti investimenti per lo sviluppo e la ripresa dalla crisi: a Savona la disoccupazione giovanile per la fascia sino a 35 anni segna una percentuale altissima, il 29.5%.

E’ di oggi la notizia di un nuovo rapporto dell’ISTAT presentato stamane a Montecitorio che rivela “una situazione di persistente stagnazione del lavoro” che si riflette soprattutto su giovani e donne e, più in generale, sulle famiglie, con circa 15 mln di italiani che sono al limite della soglia di povertà.

Questi sono dati noti agli addetti ai lavori, non sono certamente inediti. Chi, come noi, opera a contatto con il mondo del lavoro, dei pensionati, delle famiglie e in generale dei soggetti più deboli, da tempo ha registrato un aumento del ricorso ai bonus per gli affitti piuttosto che, come nel caso della Caritas di Savona (si veda il suo rapporto sulle povertà relativo all’anno 2010) ad una richiesta di aiuto per sostenere spese primarie.

Oggi anche gli Enti locali, che abbiano o no le sufficienti risorse, sono investiti di questa responsabilità. Gli Enti locale, nel contrastare gli effetti di questo lungo periodo di stagnazione, non potranno prescindere da un’analisi approfondita del loro territorio e dei reali bisogni dei propri cittadini.

Nel 2011 i tagli alla sanità, riguarderanno a Savona, ambito Asl 2, circa 15 milioni di euro a fronte, peraltro, di una popolazione che per la sola città di Savona vanta un primato europeo, essendo la seconda città più vecchia.
E ammonta a circa 6 milioni di euro su base regionale, il taglio per il 2011 al Fondo per le politiche sociali.

Un taglio del 53%, che la Regione ha opportunamente provveduto comunque a ripartire, anche se si tratta al momento di risorse non disponibili, ma dando la possibilità ai Comuni di continuare l’erogazione dei servizi sociali. E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un Welfare dimezzato, duramente colpito dalle manovre economiche del 2010 e del 2011.

Il rischio è quello di un arretramento rispetto a quanto si era riusciti, anche con idee nuove, a costruire a seguito della innovativa L. 328 sull’assistenza, di integrazione socio-sanitaria: lavorare ad una robusta rete di servizi alla persona.

Il ritorno ad un sistema sociale residuale è reale, anche per la nostra provincia e va contrastato con politiche territoriali condivise, con contrasto agli sprechi e all’evasione e, conseguente, recupero di risorse da destinare al sociale.

Barbara Delbuono, Segreteria Cgil Savona
Gianluigi Bellomi, Segretario Spi Cgil

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