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Lettere al direttore

Disabili a costo zero

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Ancora una volta alla soglia delle vacanze estive e con l’attenzione dei docenti focalizzata su scrutini ed esami si sta per demolire un altro segmento di scuola pubblica : quello dell’integrazione dei disabili.
Tra pochi giorni infatti andrà in discussione al Parlamento un disegno di legge a firma dei senatori Bevilacqua e Gentile del PDL ,che se passerà, darà il colpo di grazia al sostegno dei disabili nella scuola . Partendo dalla constatazione dell’autonomia delle scuole, che il governo rispolvera puntualmente quando gli serve e baipassa regolarmente quando ritiene utile dare direttive centralistiche precise anche a danno delle prerogative dei Collegi dei docenti, si stabilisce in due soli articoli che le scuole sono autorizzate a presentare progetti per il sostegno dei disabili con la collaborazione dei privati e che potranno stipulare polizze assicurative per coprire i rischi derivanti dall’impiego di personale o consulenti esterni alla scuola.
Il tutto ovviamente senza oneri a carico della finanza pubblica.

Esaminiamo questa proposta., facendo un po’ di chiarezza sulla situazione attuale e sugli scenari futuri
Gli insegnanti di sostegno oggi sono docenti disciplinari che si specializzano e acquisicono competenze per attuare un percorso individualizzato degli alunni disabili e per favorirne l’integrazione all’interno della classe . Sono dunque docenti qualificati con competenze anche comunicative che per alcune ore la settimana intervengono sul gruppo classe favorendo l’apprendimento e la relazione di tutti gli alunni.
Il governo in questi anni senza dichiararlo ha di fatto eliminato gran parte dei posti di sostegno che finora erano occupati da personale altamente qualificato ,in virtù di corsi di specializzazione che i docenti erano tenuti a frequentare .
Già da qualche anno stiamo assistendo nelle nostre scuole all’utilizzo sul sostegno non più di insegnanti specializzati, ma docenti perdenti posto a seguito dei tagli e collocati nella graduatoria del sostegno senza formazione specifica. Sono comunque insegnanti che hanno una certa esperienza nella scuola e che hanno lavorato anche a contatto con alunni disabili e docenti specializzati.
Oggi con questa proposta di legge si fa un passo ulteriore verso il depotenziamento di questo servizio , mettendolo in mano ai privati , senza minimamente prevedere uno standard di competenze e una formazione adeguata che diano delle garanzie dal punto di vista formativo.
Come ci aspettiamo che lavorino questi soggetti privati nelle nostre scuole? Avremo insegnanti statali e privati che dovranno coodinare le loro attività in base a condizioni retributive assai diversificate nella migliore delle ipotesi.
Ma ovviamente questi soggetti privati potranno avere anche una formazione non compatibile con il lavoro che andranno a svolgere . Infatti si sta parlando sempre più di assistenza ai disabili , invece che di integrazione come previsto dalle normative ,che dagli anni 70 in avanti avevano disciplinato questo settore della formazione , il quale era diventato un fiore all’occhiello del sistema dell’istruzione pubblica.
I quesiti che pone questo disegno di legge sono moltissimi sia dal punto di vista normativo che da quello assai più delicato della formazione e dell’istruzione. Di fatto si licenziano i lavoratori della scuola e si cominciano ad introdurre nella scuola statale delle figure professionali privatizzate e precarie con un contratto che ovviamente avrà dei parametri ben inferiori a quelli degli insegnanti attuali. Come potremo chiedere a quegli educatori di collaborare con le scuole per tutte quelle attività connaturate alla funzione docente, che pur essendo di non insegnamento sono essenziali per il buon funzionamento della scuola? Mi riferisco alle riunioni dei consigli di classe, dei Collegi dei Docenti, degli incontri con i genitori, alle riunioni di programmazione e verifica , ore ed ore di lavoro che non vengono pagate a parte, ma sono considerate parte fondamentale del contratto di lavoro del docente.
Ancora una volta si prepara una polpetta avvelenata per il personale della scuola allo scadere dell’anno scolastico, per ritrovarci a settembre con un problema in più e una scuola ulterirmente depotenziata.
Per la Federazione della Sinistra la scuola pubblica è un bene comune che va difeso con passione e competenza, per questo denunciamo ogni tentativo di impoverimento e di smantellamento dell’istruzione e lavoriamo sui territori per informare e contrastare tempestivamente ogni tentativo di delegittimazione e dequalificazione del sistema formativo.

Valeria Ghiso
Docente Scuola Secondaria
Responsabile provinciale Scuola PRC Savona

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