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Depositata la sentenza per Don Lu, la parte civile: “La bambina è credibile, il parroco ha mentito”

Savona. Puntuali, a distanza di tre mesi dal verdetto, sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato, in primo grado, Don Luciano a 7 anni e 8 mesi di reclusione. Il documento, così come era stato l’intero processo, è “top secret”. Le udienze erano a porte chiuse e pertanto le motivazioni della sentenza, scritte nero su bianco dal Collegio dei Giudici del tribunale savonese, devono rimanere nel mistero del procedimento. Nessuno, a parte l’accusa ed i legali delle difesa e della parte civile, potrà quindi leggere il contenuto del documento. Per la precisione 46 fogli nei quali i giudici spiegano perché hanno ritenuto Don Lu, il sacerdote di Alassio accusato di abusi sessuali su una minorenne sua parrocchiana, colpevole.

L’avvocato Mauro Vannucci, che ha rappresentato la parte civile nel processo, si limita a precisare: “Questa mattina ho ritirato copia della sentenza. Essendo stato un processo a porte chiuse solo le decisioni, ovvero la pena inflitta a Don Luciano, sono pubbliche ma non le motivazioni”. “A mio parere la sentenza sarà difficile da smontare in Appello – aggiunge l’avvocato Vannucci -. Lo dico perché ci sono due ‘colonne portanti’ nelle motivazioni: la prima è la perizia dei medici e la seconda sono gli elementi emersi dalle testimonianze nel corso del processo”.

“Ci sono ben tre medici infatti che nella loro perizia, in momenti diversi, sono arrivati alla conclusione che la minore è attendibile. Credo che se si levasse la perizia dal processo Don Luciano sarebbe stato condannato comunque: come ho già ribadito infatti nel corso delle udienze sono emersi tanti piccoli pezzi che uniti insieme, come un puzzle, hanno permesso di far arrivare ad una certa conclusione” osserva Vannucci. La parte civile ha sempre sostenuto che la credibilità della minore non è mai stata messa in dubbio e che ciò che è emerso dalle diverse testimonianze non ha fatto che confermare che la bimba è attendibile. Il contrario, sempre secondo gli avvocati della piccola parrocchiana, vale invece per il parroco cge ha mentito in relazione ai pc e in altre circostanze: un elemento che potrebbe aver convinto i giudici della sua “incredibilità”.

“Non posso entrare nel merito ma vorrei riassumere la sentenza dicendo che la bambina è credibile non solo perché lo dice la perizia ma anche per una serie di motivazioni emerse nel corso del processo. Io credo che se i fedeli che sono convinti dell’innocenza di Don Luciano fossero stati al posto del Collegio non so se si sarebbero comportati diversamente dai giudici. In conclusione posso dire che la ‘spia’ di cosa è emerso nel processo è nelle sanzioni accessorie. Aldilà della pena, le sanzioni accessorie la dicono lunga” conclude l’avvocato Vannucci.

“Don Lu” è stato interdetto perpetuamente dall’esercizio dei pubblici servizi e dei servizi a fini educativi. Per la minore (che l’anno prossimo potrebbe allontanarsi dal comprensorio alassino per frequentare la terza media) era stato inoltre disposto un risarcimento di 180 mila (oltre a 10 mila euro per la madre).

Commenti

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  1. Scritto da freeholly9

    VERGOGNA x tutti quelli che lo hanno protetto: se il vostro inferno esiste vi marcirete dentro