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Coltivavano marijuana in casa, albisolese e savonese patteggiano: avevano 71 piante in due

Savona. Erano finiti in manette, nel settembre scorso, nell’ambito di una maxi-operazione dei carabinieri, che aveva coinvolto gli uomini delle Compagnie di Albenga, Cairo e Savona, mirata a contrastare la produzione di sostanze stupefacenti, nella quale erano state eseguite quindici perquisizioni ed erano state sequestrate più di 70 piante di marijuana. Questa mattina, davanti al gip Fiorenza Giorgi in due Michele Berruti, 41 anni, di Albisola Superiore, e Christian De Rosso, 35 anni, di Savona, hanno patteggiato. Il primo una pena di dieci mesi di reclusione e 1500 euro, il secondo invece di 5 mesi, 17 giorni e 1400 euro di multa.

A casa di Berruti, a Luceto, frazione di Albisola Superiore, in un seminterrato, perfettamente trasformato in una vera e propria serra, i militari avevano trovato ben 62 piante di canapa indiana oltre e un panetto di hashish da 98 grammi, oltre a bilancini di precisione, materiale per tagliare e confezionare la droga, concime, diffusore, foglie già essicate (12) e semi di “maria”. Nell’abitazione di De Rosso, in località Ciantagalletto, sopra il quartiere di Lavagnola, erano invece state trovate 9 piantine di canapa e 25 grammi di hashish. Entrambi dovevano rispondere dell’accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito della stessa operazione i militari, a Ceriale, avevano arrestato anche una terza persona, Giuseppe Masilli, 42 anni, che nella sua casa, nella parte alta della cittadina ligure, aveva allestito una piccola coltivazione di “erba” in un armadio. Inoltre nell’abitazione dell’uomo (dove sono state sequestarte 4 piantine, 85 grammi di marijuana essiccata e 20 funghi allucinogeni) era stata anche ritrovata una pistola, originariamente giocattolo, modificata per diventare un’arma a tutti gli effetti. Per queste ragioni era stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e di possesso di arma clandestina. Nei confronti di Massilli però si è proceduto in separata sede e l’imputato è andato a giudizio immediato, in aula, lo scorso 24 febbraio.

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