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Calcio, Prima Categoria: spareggio in gara unica tra Pallare e Sant’Ampelio

Pallare. Dopo l’ultima giornata, domenica sera, molti hanno dato per spacciato il Sant’Ampelio. Più di un addetto ai lavori ha ritenuto che i bordigotti, giunti appaiati al Pallare ma con un bilancio peggiore negli scontri diretti, fossero condannati alla retrocessione diretta.

Rileggendo con attenzione il regolamento, però, emerge che la differenza reti avrebbe stabilito le due posizioni di classifica solamente se si fossero disputati interamente i playout. Dato che la sfida tra 12° e 15° non si giocherà perché il Santo Stefano 2005 ha 10 punti di vantaggio sulla coppia in questione, sarà necessario lo spareggio per stabilire chi sarà penultima e retrocederà.

Pallare e Sant’Ampelio si affronteranno in gara unica domenica 15 maggio alle ore 17 a Villanova d’Albenga. Se la perdente piangerà, la vincente non potrà ancora esultare perché dovrà incontrare il Laigueglia nello spareggio salvezza in programma domenica 22 e domenica 29.

Per quanto riguarda i playoff, invece, la differenza reti ha stabilito che il Bragno è giunto prima del Pietra Ligure. Pertanto la semifinale di andata si giocherà in casa dei biancocelesti, domani alle ore 20,30 al De Vincenzi. Ritorno a Bragno venerdì 20 alle ore 20,30.

Infine, domani sarà in campo anche il Quiliano. Alle ore 20,30, al Faraggiana, sarà opposto al Cffs Cogoleto nella semifinale per il titolo di campione regionale.

Per quanto concerne le squalifiche, Simone Teti (Camporosso) è stato fermato per due gare. Un turno di stop è stato inflitto a Riccardo Quintavalle (Altarese), Roberto Cianci (Don Bosco Vallecrosia), Maurizio Ascone (Sant’Ampelio).

Salvatore Pelaia, allenatore del Sant’Ampelio, è stato squalificato fino al 30 aprile 2013 perché “al termine della gara, dopo aver rincorso, sul terreno di gioco il direttore di gara lo sbloccava, insultava, minacciava di morte ed infine gli stringeva violentemente le mani sul collo provocandogli dolore e sensazione di soffocamento. Veniva trattenuto da alcuni giocatori della sua squadra i quali, mostrando particolare solidarietà e correttezza, permettevano al direttore di gara di raggiungere gli spogliatoi; tuttavia successivamente il Pelaia si introduceva indebitamente all’interno dello spogliatoio arbitrale insultando e minacciando il direttore di gara promettendo future ritorsioni qualora avesse menzionato l’accaduto nel referto; interveniva il capitano della propria squadra ad allontanarlo prontamente dallo spogliatoio”.

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