Balneari, sit-in con sciopero della fame a Roma: “Perché il governo vuole penalizzarci?”
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Roma. I balneari italiani, con una folta delegazione ligure, hanno organizzato un sit-in continuato “finché il presidente del Consiglio – si legge in una nota – non ascolterà la categoria e non farà chiarezza sul Decreto Sviluppo e su come intenderà salvaguardare la piccola impresa balneare”. L’appuntamento è per oggi, martedì 24 maggio, alle ore 16 a Roma in piazza Navona.
“Contro ogni aspettativa e contro quanto è stato assicurato in molteplici incontri pre-elettorali, il Decreto Sviluppo, nella sua attuale formulazione, non solo non aiuta la nostra categoria, ma anzi ne aggrava ulteriormente la posizione – continuano i balneari – Il governo, e soprattutto il ministro dell’Economia, non possono non considerare l’impatto economico delle sue decisioni su un settore che conta più di 30.000 imprese prevalentemente familiari e più di 1 milione di lavoratori. Si vuole capire quale fondamento economico porta il governo a penalizzare e ad estromettere dal circuito produttivo così tante famiglie per sostituirle con poche società di investimento, magari straniere, magari malavitose che porteranno giocoforza ad una rapida cementificazione delle spiagge”.
“I balneari italiani si impegnano in attività di conservazione dell’arenile, lo dimostrano le numerose opere a difesa dello stesso, e molti stabilimenti balneari mantengono la stessa struttura da decenni, utilizzando strutture di legno che d’inverno vengono puntualmente rimosse. Cosa succederà nel 2015, quando grosse multinazionali parteciperanno alle aste? Sappiamo che il potere economico è anche quello politico e sicuramente saranno permessi lavori di cementificazione finora non solo non attuabili, ma neanche lontanamente voluti dai gestori”, concludono i balneari.
3 commenti a “Balneari, sit-in con sciopero della fame a Roma: “Perché il governo vuole penalizzarci?””
Nessuno piange, state pure a dieta.
Oppure potete pubblicare i canoni che pagate, i bilanci, e le vostre dichiarazioni dei redditi.
Così ci facciamo quattro risate.
20 euro al giorno per 100 ombrelloni = 2000 euro/giorno + tutto il resto (bar e ristorante)
Perchè il governo vuole penalizzarvi??? eccovi 3 buoni motivi:
1. Perchè glielo impone l’unione europea
2. perchè non pagate le tasse
3. perchè è una situazione paradossale (quella di avere più spiaggie private che libere) che esiste solo in 3 regioni nel mondo intero: LIGURIA, TOSCANA (e neanche tutta), EMILIA ROMAGNA.
Oggi come oggi neanche i notai hanno tanti privilegi come i balneari in Italia…



Buona dieta. Peccato riguardi solo il vostro fisico e non le vostre tasche che riempite praticando prezzi da Polinesia offrendo un servizio da italiani