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Albenga, mediazione alla Fruttital: 25 lavoratori in mobilità

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Albenga. I lavoratori dell’unità produttiva di Albenga della Fruttital, durante l’assemblea odierna, hanno dato mandato alle segreterie territoriali Flai Cgile Fisascat Cisl ed alla RSU a procedere alla stesura di un accordo con l’azienda sulla base della mediazione raggiunta al termine dell’ultimo incontro.

“Grazie al ruolo del sindacato ed al sostegno dei lavoratori molte richieste dell’azienda sono state mitigate o totalmente sgomberate dal tavolo, se pensiamo all’ipotesi iniziale che prevedeva la terziarizzazione del parte magazzino e la chiusura della sala lavorazione; il tutto in un quadro in cui Fruttital si impegna a mantenere e, compatibilmente con le condizioni generali del mercato, a rafforzare la propria presenza sul territorio. Infatti la garanzia che questo processo di riorganizzazione non coincidesse con l’inizio del disimpegno dell’azienda ma che fosse viceversa propedeutico ad un rilancio della stessa era per noi una condizione indispensabile per il raggiungimento di un’intesa” si legge in una nota congiunta del segretario Provinciale Flai Cgil Savona Andrea Mandraccia, del segretario provinciale Fisascat Cisl Simone Pesce e della RSU Fruttital Distribuzione.

Nei prossimi giorni pertanto organizzazioni sindacali, RSU ed azienda saranno impegnate nella stesura di un accordo che prevede l’apertura di una procedura di mobilità per 25 lavoratori (16 nella sala lavorazione e 9 nel magazzino), a fronte dei 39 richiesti inizialmente, che sarà aperta fino alla fine dell’anno e che si articola in una prima fase (fino al 23 ottobre) in cui verrà seguito il criterio della volontarietà accompagnato da cospicui incentivi all’esodo, a cui seguirà una seconda in cui si procederà secondo i requisiti di legge.

Alle lavoratrici della sala lavorazione, le più penalizzate dalla forte stagionalità che caratterizza il settore produttivo di riferimento, verrà garantita una retribuzione media pari ad almeno 24 ore settimanali.

Infine quei lavoratori che dovessero lasciare l’azienda dopo il 23 ottobre saranno accompagnati nella ricerca di una nuova occupazione anche attraverso percorsi di formazione e di riqualificazione professionale.

In ogni caso, al termine della prima fase della mobilità, sindacati ed azienda si incontreranno per verificare la situazione anche alla luce dello scenario nel mercato ortofrutticolo. Nel mentre proseguiranno anche le trattative finalizzate al rinnovo del contratto integrativo aziendale.

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