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Aggressione a Cairo, nominati i periti: sabato via all’esame su Formica, il 22 settembre la discussione dell’incidente probatorio foto

Cairo M. Si è aperto questa mattina, in tribunale a Savona, l’incidente probatorio per Josè Francisco Galvis Formica, il cinquantenne italo-colombiano che il 21 febbraio scorso è entrato nella sede dei Servizi Sociali di Cairo Montenotte e ha aggredito una dipendente ferendola gravemente per vendicarsi dopo essersi visto togliere i figli. Davanti al giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi, ed alla presenza dei difensori dell’uomo, gli avvocati Paolo Gianatti e Corrado Bandini, sono stati nominati i periti del Tribunale (i dottori Fulvio Borghini e Gianluigi Rocco).

La pubblica accusa, rappresentata dal pm Chiara Maria Paolucci, ha scelto di non nominare un perito di parte, mentre i legali di Formica hanno invece preferito indicare il nome di un consulente. La perizia, che dovrà stabilire se il cinquantenne fosse capace di intendere e di volere al momento dell’aggressione ai danni dell’assistente sociale Veronica Meinero, inizierà sabato. L’incidente probatorio verrà invece discusso il 22 settembre prossimo. In quell’occasione i periti presenteranno l’esito dell’esame sull’imputato.

Nell’ambito dello stesso incidente probatorio non verrà esaminato solo lo stato di salute mentale di Formica. Il sostituto procuratore infatti ha chiesto che venga svolta anche una perizia sulle lesioni riportate dalla vittima: questo per verificare se l’aggressore abbia mirato ad organi vitali (e, in questo caso, sussisterebbe l’accusa di tentato omicidio) oppure no (caso in cui il reato potrebbe essere derubricato a quello di lesioni gravi). Questo accertamento inizierà invece a partire da lunedì prossimo.

Sarà quindi compito dei periti chiarire anche se Formica è pericoloso socialmente e la sua capacità di partecipare all’eventuale processo. Erano stati gli stessi legali dell’arrestato, prima che arrivasse la richiesta del pm, a manifestare l’intenzione di chiedere una perizia psichiatrica per il loro assistito. Secondo i suoi difensori, che hanno raccolto le testimonianze di alcuni ex colleghi, Formica negli ultimi due mesi prima di compiere il grave gesto era un uomo che “non aveva più intenzione di vivere” ed era come se “avesse staccato la spina”.

Sempre questa mattina, i legali di Formica hanno depositato anche il “fascicolo del difensore” (una “raccolta” di elementi di prova a favore del proprio assistito) che contiene una serie di memorie e documenti. Sulla base dell’esito della perizia i legali di Formica non escludono di chiedere riti alternativi, come il giudizio abbreviato.

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