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Aggressione ad assistente sociale, fissato l’incidente probatorio per Formica: sarà il 18 maggio foto

Cairo M. E’ stata fissata la data per l’incidente probatorio per Josè Francisco Galvis Formica, il cinquantenne italo-colombiano che il 21 febbraio scorso è entrato nella sede dei Servizi Sociali di Cairo Montenotte e ha aggredito una dipendente ferendola gravemente per vendicarsi dopo essersi visto togliere i figli. Sarà il 18 maggio prossimo il giorno in cui Formica, assistito dagli avvocati Paolo Gianatti e Corrado Bandini, si presenterà davanti al giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi e ai periti. L’incidente probatorio è stato infatti richiesto dal pubblico ministero Chiara Maria Paolucci per accertare se il cinquantenne fosse capace di intendere e di volere al momento dell’aggressione ai danni dell’assistente sociale Veronica Meinero.

Nell’ambito dello stesso incidente probatorio il sostituto procuratore ha chiesto che venga svolta anche una perizia sulle lesioni riportate dalla vittima: questo per verificare se l’aggressore abbia mirato ad organi vitali (e, in questo caso, sussisterebbe l’accusa di tentato omicidio) oppure no (caso in cui il reato potrebbe essere derubricato a quello di lesioni gravi). Inoltre, i legali della difesa non escludono di chiedere, a seconda degli esiti dell’incidente probatorio, riti alternativi, come il giudizio abbreviato.

Sarà quindi compito dei periti chiarire anche se Formica è pericoloso socialmente e la sua capacità di partecipare all’eventuale processo. Erano stati gli stessi legali dell’arrestato, prima che arrivasse la richiesta del pm, a manifestare l’intenzione di chiedere una perizia psichiatrica per il loro assistito. Secondo i suoi difensori, che hanno raccolto le testimonianze di alcuni ex colleghi, Formica negli ultimi due mesi prima di compiere il grave gesto era un uomo che “non aveva più intenzione di vivere” ed era come se “avesse staccato la spina”.

Il giorno dell’incidente probatorio inoltre i legali di Formica depositeranno il “fascicolo del difensore” (una “raccolta” di elementi di prova a favore del proprio assistito) che conterrà una serie di memorie e documenti. “Attendiamo anche noi l’esito della perizia. Siamo fiduciosi ed il fatto che si proceda con l’accertamento della capacità psichiatrica del nostro assistito è il percorso che ci aspettavamo fosse seguito. Adesso non resta che vedere le conclusioni alle quali arriveranno i periti e sulla base di quelle decideremo come procedere” commenta l’avvocato Corrado Bandini che insieme al collega Paolo Gianatti assiste Formica. Sulle condizioni del suo assistito l’avvocato si limita a dire: “Resta in carcere. Lo andiamo a trovare regolarmente ma non c’è nulla di diverso da aggiungere rispetto a quanto già detto”.

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