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Accorpamento medie Albenga, la battaglia del Comitato genitori: “Non siamo pedine politiche”

Albenga. “Fora dai ball!”: il colorito invito di “bossiniana memoria” approda ad Albenga e viene preso a prestito dai genitori degli alunni delle scuole medie per descrivere l’atteggiamento che la giunta comunale avrebbe adottato nei confronti dei loro figli con il tanto contestato accorpamento degli istituti Alighieri e Mameli nella sede di via degli Orti.

“Hanno ucciso la Dante, tuo figlio non è importante, fora dai ball”, si legge nel volantino ideato dal Comitato genitori che da mesi chiede delucidazioni sull’iter che porterà all’unione delle due scuole in un unico edificio. Questione sicurezza, rischio della creazione di “classi pollaio” e una presunta indisponibilità della giunta Guarnieri di chiarire i vari dubbi dell’operazione hanno tenuto banco per settimane con un “j’accuse” che ora trova spazio su un manifesto di protesta.

“Ti hanno preso in giro, hanno mancato le promesse – si legge nel volantino – Tuo figlio sarà sfrattato dalla Dante e andrà alle Mameli anche se non finiranno i lavori. La Provincia e Vaccarezza affondano il polo scolastico e la Guarnieri fa favori alla Provincia regalando i locali delle medie. Disagio, studio in un cantiere, aumento dell’inquinamento e traffico in via degli Orti e per la città, poca trasparenza… per la modica cifra di 500mila euro! Tu vuoi questo? Tuo figlio non è una pedina politica, tu non sei una pedina politica. E’ ora di dire basta!”.

Era febbraio quando i genitori degli alunni hanno partecipato, insieme ad alcuni rappresentanti comunali, tra cui il sindaco ingauno, ad un incontro al teatro Ambra in cui si sarebbe dovuto illustrare il progetto. “Un incontro-burla – ha subito denunciato il Comitato – nessuna misura chiarita, numeri di alunni appena sussurrati, diversi da quelli che erano riportati nelle relazioni allegate al progetto e soprattutto scuse puerili (mancanza di un bidello..?) per giustificare una scelta tanto strana quanto sbagliata. E poi promesse sempre disattese”.

Di qui la preoccupazione dei genitori, anche davanti alla prospettiva di una ristrutturazione delle Mameli che durerà un paio di anni: “Questo cosa vuol dire? – si sono chiesti – Che andremo a studiare per due anni in un cantiere? Il Comune, al posto di spendere molti soldi (ricordiamo nostri) per dipingere una Panda di rosso e farcendoci credere che ci sta regalando una Ferrari, poteva almeno prendere in considerazione di costruire una nuova struttura capace di ospitare tutte le medie in condizioni di benessere”. E la battaglia continua.

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