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Tirreno Power, Uniti per la Salute: “Il sì decisione contro la salute dei cittadini”

Vado/Quiliano. In vista della giunta regionale straordinaria dedicata alla posizione che la Regione dovrà assumere in vista della conferenza dei servizi di martedì 15 marzo, l’associazione Uniti per la Salute torna a premere per una decisione contraria a qualsiasi ipotesi di ampliamento previsto da Tirreno Power per la centrale vadese.

Quattro i punti citati dall’associazione: “L’ordine dei Medici della provincia di Savona che in un documento del 3 dicembre   2010 dichiara “nelle aree interessate dalle ricadute delle emissioni della centrale si osservano elevati tassi standardizzati di mortalità, rispetto alla media regionale e nazionale sia per tutte le cause, che per malattie neoplastiche, cardio e cerebrovascolari”.

“L’IST che dichiara”Nella relazione presentata da Tireno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento. In sintesi: -errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie – sottostima delle emissioni di gas serra-sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori- errori metodologici sull’impatto sanitario”.

“Il  Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità che in sede della conferenza dei servizi  rimarca come i decreti rilasciati “non abbiano sufficiente evidenza della problematica relativa ai c.d. microinquinanti classici derivanti dalla combustione del carbone, tra cui PCB, i metalli pesanti, l’arsenico…l’importanza di considerare il deposito al suolo di tali sostanze”.

“Infine: “I sindaci di Vado e Quiliano, che con una forte posizione a difesa della salute, nel documento del 25.01.2011 dichiarano come “ il Decreto di compatibilità ambientale del progetto non abbia sufficientemente valutato le implicazioni sulla salute e sui dati ambientali sensibili… chiedono che le gravi lacune presenti nell’attuale procedura di valutazione siano sviluppate in quanto tali approfondimenti si ritengono indispensabili per una corretta e appropriata valutazione degli impatti ambientali”, dichiarando come “fondamentale, condizionante e non prorogabile” sia un piano di monitoraggio ante operam sia una Valutazione di impatto sanitario. Queste pressanti richieste non possono essere poste come prescrizioni ma “azioni indispensabili e urgenti prima di ogni ulteriore determinazione”, puntualizzano i sindaci”.

“Gli amministratori regionali qualora assumessero decisioni in contrasto con queste autorevolissime posizioni a tutela della salute dovranno risponderne ai cittadini” conclude la nota.

Commenti

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  1. Iosif
    Scritto da Iosif

    Esatto ci sono persone che credono che ogni malato della provincia lo sia a causa della centrale, quindi secondo loro chiudendo la centrale a Savona si diventerebbe tutti immortali.
    Pero non toccategli la vettura!

  2. Scritto da meravigliao

    x iosif. Non intendevo dire quello, ci mancherebbe. Però siccome che la maggiorparte della gente non conosce il funzionamento di una centrale, nel vedere quelle foto così catastrofistiche, si schiera naturalmente dalla parte di quei bigotti e ottusi che hanno per partito preso, il no alla centrale! Siamo tutti d’accordo che dalle ciminiere non escono fiorellini, ma continuare a insinuare che la centrale è fuori legge, che non vi è il monitoraggio delle emissioni, che tutte le persone che si ammalano è colpa della centrale mi sembra un pò troppo! L’informazione deve essere chiara per permettere a tutti di capire, e non dire menzogne solo per arrivare al proprio scopo!

  3. Iosif
    Scritto da Iosif

    Meravigliao leggendo il tuo commento mi sono reso conto, che in realtà chi rappresenta il NO ottuso e incondizionato è solo quella schiera di catastrofisti che fanno capo al sito che menzionavi ed altri simili, le persone comuni si sono fatte la loro idea che non è certamente cosi’ limitata.

  4. Scritto da meravigliao

    Caro Juan come al solito siamo qui a predicare in vano…. Purtroppo questa gente è troppo ottusa per capire o fa finta di non capire…. Ormai la Tirreno power è diventato l’unico capro espiatorio per l’inquinamento, come se le altre aziende non esistessero…. D’altronde quando su certi siti ( uniti per la salute) vengono modificate le fotografie tramite filtri sull’ obiettivo, per far vedere quello che non c’è, penso che a questo punto non ci sia più niente da dire! Poi se la gente vuole illudersi che con SOLO le fonti rinnovabil, si può fare la vita da nababbi che facciamo di questi tempi, probabilmente in poco tempo torneremo ai tempi del medio evo con candele e lumini….

  5. Scritto da juan

    cari “uniti per la salute” , con tutto il rispetto , ma perche’ non riservate le vostre attenzioni a TUTTE le fonti di inquinamento…ad esempio alle macchine che usate ( almeno penso che le usiate anche voi, o magari , pernon inquinare andate col calesse) , il riscaldamento (spero che usiate anche quello …o forse andate a legna????…eheh ..non dovreste cosi’ distruggete i boschi e le foreste..)o tutte le altri siti industriali tipo l infineum , la tri , la sanac , la vetrotex ecc..ecc.sono tutte fonti di inquinamento…
    la centrale TP in quina e su questo non ci sono dubbi, ma demolendo i 2 gruppi vecchi e rifacendoli di sana pianta si arriverebbe al giusto compromesso …piu’ lavoro e meno inquinamento…pensateci invece di sbraitare con tro i mulini a vento …
    un paese come l italia ha bisogno di energia per non finire sottosviluppato ,,, e non parlatemi di eolco o solare per piacere …lo sapete benissimo quanti km quadrati di pannelli e pale eoliche ci vogliono per fare 1500 megawatt??? bisognerebbe ricoprire tutto il mar tirreno…
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