IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Tirreno Power, riunioni settimanali per calibrare l’intesa: si decide entro il 15 aprile

Vado Ligure. La partita sull’ampliamento della centrale termoelettrica di Vado si giocherà a tavolino, con due squadre tecniche e politiche di lavoro che si incontreranno a cadenza settimanale per un mese, così da raggiungere un’intesa. L’attesa conferenza dei servizi convocata a Roma si è conclusa intorno alle 13,20 di oggi. Quello che ne è emerge è che la tempistica ora si fa più certa, visto che la dirigenza di Tirreno Power ha posto la necessità di arrivare al dunque non oltre la data del 15 aprile, che così sarà l’ultima chance per riconvocare la conferenza dei servizi.

“Un piccolo passo avanti – commenta a caldo Paolo Marson, che ha rappresentato la Provincia di Savona all’odierna conferenza dei servizi – Il ruolo della politica è quello di mediare le tante istanze; dobbiamo accettare le conseguenze politiche della nostra decisione. Su tematiche come questa sarà impossibile fare felici tutti, quindi dovremo trovare la giusta composizione delle diverse esigenze”.

“L’obiettivo – prosegue Marson – è quello di raggiungere i due scopi principali cioè: abbattere le emissioni, in modo da avere un sistema ecologico e  convogliare l’investimento sul nostro territorio, con tutto quello che comporta in termini di produttività, di futuro e di creazione della filiera dell’energia. Speriamo che gli ulteriori passi avanti fatti oggi portino ad una convergenza su questi due obiettivi in tempi rapidi”.

“L’azienda ha manifestato grande disponibilità, mentre ci sono ancora alcune perplessità della Regione che non sa divincolarsi dalla logica degli opposti interessi rappresentati dai movimenti ambientalisti e dalle necessità dell’economia. Occorre superare questa interpretazione conflittuale e di fuga dalle proprie responsabilità, svolgendo quel ruolo di composizione e di mediazione che porti ad una soluzione soddisfacente in linea con i due obiettivi. Occorre saper assumere la responsabilità della decision, perché questo è il ruolo della politica: realizzare l’interesse pubblico, considerando tutti gli interessi particolari senza appiattirsi su di loro” conclude Marson.

Certo è che al termine della riunione di oggi, e anche come immediata conseguenza della delibera della giunta regionale, i Comuni di Vado Ligure e Quiliano e le posizioni più oltranziste rischiano di rimanere sempre più isolati nella loro impostazione intransigente nei confronti dell’ampliamento del complesso energetico vadese.

La Regione ha messo sul tavolo romano l’ipotesi emersa ieri dalla riunione di giunta straordinaria. Ora l’azienda vuole valutare con prudenza la disponibilità a mettere in campo gli investimenti, a fronte del ritorno economico che la proposta regionale può consentire. In particolare l’esecutivo guidato da Claudio Burlando ha posto una serie di paletti sulla scorta della deliberazione di giunta assunta nel 2007, che bocciava la compatibilità ambientale della costruzione di un terzo gruppo a carbone.

All’unanimità la giunta è pronta a rilasciare l’intesa con Tirreno Power per la realizzazione della nuova unità a carbone da 460 Mw a patto che, quando questa sarà attiva, l’azienda demolisca i gruppi esistenti con la possibilità di ricostruirne uno con potenzialità di 450 Mw o con le caratteristiche tecnologiche che permettano il rispetto dei limiti emissivi e le condizioni di salute ambientale, sulla base di un progetto da presentare a cura della società.

Un successivo progetto, quindi, che per l’azienda significherebbe esporsi nuovamente agli strali dei detrattori e dei comitati cittadini contrari alla centrale. La Regione pone anche la condizione della copertura del carbonile: la realizzazione dovrà essere conclusa entro 3 anni e prevista la riduzione delle emissioni provenienti dalle operazioni di sbarco e movimentazione del carbone. Entro il 2011, poi, dovrà essere realizzato il piano di razionalizzazione dei consumi idrici della centrale per ottenere un recupero di acqua (dedicata al funzionamento degli impianti) di almeno 200 mila m3/anno rispetto ai consumi precedenti quantificabili in circa un milione di m3.

Per la giunta regionale l’azienda dovrà realizzare un progetto per l’utilizzo di acqua di mare o il recupero delle acque dal depuratore di Savona, inoltre dovrà attuare in tempi brevi un piano di contenimento dell’inquinamento acustico. Altra condizione dettata dalla Regione, che per l’azienda è ulteriormente percepita come gravosa, è l’ambientalizzazione dei due gruppi vecchi prima dell’inizio dei lavori per la nuova unità “al fine di conseguire il rispetto dei valori-limite di emissione, in particolare per le polveri, IPA e metalli pesanti” oppure, in alternativa, “la riduzione della potenza prodotta”. Questo significa che il braccio di ferro, prevedibilmente, sarà sulla definizione della soglia delle emissioni.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Riccardo Ciccione

    Lapalissiano secondo il dizionario vuol dire:ovvio,chiaro,inequivocabile.
    L’ing.Burlando ha detto si alla realizzazione di un nuovo gruppo a carbone da 460MW e fermo dei 2 gruppi absoleti attuali da 660MW al momento che entrerà in funzione il nuovo nel 2016. A quella data verranno abbattuti i 2 gruppi absoleti (660MW) che potranno essere sostituiti da 1 ulteriore nuovo gruppo a carbone da 460MW (vedi LaStampa del 15/03/2011)
    Quindi un potenziamento di fatto.
    In questo modo continua la violazione delle normative della U.E.(Direttiva AIA – IPPC – 2005) e della normativa italiana (Dlgl 128/2010) inquanto si accetta che i vecchi gruppi a carbone possano continuare ad inquinare da oggi almeno fino al 2016 con emissioni al di sopra dei limiti AIA.Vengo accusato di voler” strafare “non è così il sottoscritto ritiene di aggiornarsi e portare dati inequivocabili che non vengono acquisiti per palese incapacità
    infatti molto spesso ad esempio a fronte dell’occupazione mai nessuno è stato ingrado di
    contraddirmi.Tanto per precisare qualcuno risponda ” Perchè i sindacati hanno taciuto di fronte al drammatico crollo occupazionale quando nel passaggio da ENEL anno 1985 ai privati di T.Power anno 2006 l’occupazione in centrale si è dimezzata da 556 a 224 unità?
    Si poteva realizzare uno sviluppo sostenibile energetico riconvertendo i gruppi 3 e 4 con
    elementi nuovi e con il sistema a ciclo combinato a metano(ricordiamoci che abbiamo in essere un contratto di approvvigionamento di metano dalla Nigeria attualmente sottosfruttato)e comunque non verrà a mancare questa risorsa indipendentemente dai risvolti territoriali di provenienza.
    Il fatto che qualcuno,d’alto profilo intellettivo,venga censurato non è certo per mancanza di democrazia eventualmente forse sarebbe doveroso ricercare in proprio la motivazione.
    Il sottoscritto non fa discorsi filosofici poichè non ne è capace infatti sono un marittimo in pensione proveniente da un istituto tecnico che dichiara dati tecnici su impianti termici e
    su trasporti marittimi perchè di propria competenza e con questi ho mangiato e mantenuto la famiglia.

  2. Scritto da juan

    caro ciccione burlando ha fatto la cosa piu’ giusta garantendo l occupazione e la riduzione di emissioni…lapalissiano..
    poi tu puoi dire quello che vuoi e come al solito strafare ,,non sono tutti pensionati come me e te o mantenuti , visono tantissimi giovani in cerca di sicurezza e di lavoro serio,, non possiamo tutti egoisticamente pensarla come te , nella centrale di vado ci ha lavorato (chi piu’ chi meno ) tutta vado , direttamente o indirettamente …
    i 2 gruppi vecchi verranno smantellati all avviamento di quello nuovo ..perfetto non mi sembra ci sia da dire anche su questo…e per quanto riguarda il carbone , il giorno che riusciranno con la fissione a freddo o con l idrogeno , ne parleremo , ma ad oggi non vedo grandi alternative ,,,
    cerca di digerirlo …i lavori partiranno e si trovera’ il giusto punto dincontro ..non bisogna farsi sfuggire (tra piattaforma e centrale) 1500 milioni di euro…finalmente un po di sviluppo e di lavoro …non si arriva a fine mese con le parole ..( p.s. su altri siti non ti rispondo piu’ perche’ i tuoi amici “democratici” mi hanno censurato cosi’ potrai continuare senza alterco tutti i tuoi discorsoni ricchi di filosofia ..ma con quella non si mangia…

  3. Scritto da Riccardo Ciccione

    Su dei dati tecnici rilevati in merito alla centrale termoelettrica TirrenoPower qualsiasi tecnico con indirizzo termico dovrebbe riflettere a lungo e sucessivamente cercare di dare
    risposte adeguate e perseguibili.Nel caso specifico in definitiva il problema è l’uso o meno del carbone.
    La centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile delle emissioni di Ossidi di azoto(68,3%);PM10(34,9%);SOx(89,7%)e di COV(37,9%).
    Per quanto concerne il PM10 le campagne effettuate nel corso del 2004 fanno stimare il superamento del limite giornaliero.Nell’anno 2005 il limite giornaliero di legge(35gg con superi giornalieri di 50 microgrammi/mc)è stato superato in ben 51giorni(DM60/02)
    Nell’anno 2006 il limite giornaliero di legge (vedi sopra)è stato superato in ben 48gg,così come anche superato risulta il valore limite della media annuale (30microgrammi/mc)con il valore di 36microgrammi/mc.
    Le linee guida sulla qualità dell’aria nell’anno 2006 per le PM2,5 pari a 10ug/mc(media anno)e 25ug/mc(media 24h),PM10 20ug/mc(media anno)e 50ug/mc(media10′.
    Il controllo e la salvaguardia per il contenimento e la riduzione dell’inquinamento atmosferico pari al 30% è di competenza dei Comuni di Savona-VadoLig-Quiliano – Provincia – Regione.
    Da studi effettuati in merito alla correlazione tra l’inquinamento e la grave situazione epidemiologica savonese per la mortalità in Provincia di Savona nell’arco degli anni 1988/1998 :
    la mortalità totale provinciale 83,5 contro il 50.6 della media nazionale ,a Savona 97.6
    a Savona5 – 104.4 e a Vado L. 112.3.
    Il tumore maligno del polmone nei maschi che,in Provincia supera la media nazionale del 50% a Savona del 94% nella circoscrizione Savona5 del 108% e a VadoL.del 120%
    Il tumore maligno del polmone nelle femmine in Provincia con percentuale doppia rispetto alla media nazionale.
    Se a quanto esposto aggiungiamo gli studi e le comparazioni tecniche sull’impianto, sulla base dei componenti termomeccanici e con l’utilizzo del relativo combustibile c’è da chiedersi come è possibile da parte di un Presidente Regionale e per di più INGEGNERE
    sostenere quanto descritto in merito alle richieste di TirrenoPower!!!!!!!!!!!!!