Tirreno Power, la Regione detta le condizioni: sì con riserve, ma l’accordo è a rischio
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Vado Ligure. La linea regionale è definita in vista del decisivo incontro di domani a Roma: sì alla costruzione del nuovo gruppo da 460 Megawatt, ma a patto che i due gruppi vecchi da 330 MW vengano demoliti e, una volta rasi al suolo, eventualmente sostituiti da un altro gruppo di potenza complessiva non superiore ai due precedenti.
E’ quanto emerso dalla riunione straordinaria della giunta ligure guidata da Claudio Burlando, alle prese con lo spinoso e controverso tema dell’ampliamento della centrale termoelettrica di Vado Ligure. Con questo indirizzo la Regione Liguria si presenterà domani, martedì 15 marzo, alla conferenza dei servizi nella capitale.
Spiega il governatore Burlando: “L’ampliamento potrà essere realizzato solo a patto che i gruppi vecchi vengano abbattuti quando l’impianto nuovo entrerà in funzione. Solo in quel momento avremo la disponibilità ad autorizzare un altro gruppo nuovo. Chiediamo che, se si deve ammettere lì la presenza del carbone, lo si faccia non affiancando un nuovo gruppo a due che risalgono a quarant’anni fa e che dimostrano la loro età, ma con gruppi completamente nuovi e precise condizioni, come per la copertura dei parchi carbone”.
Il braccio di ferro tra ragioni di tutela ambientale e ricadute occupazionali sono state al centro della decisione. “Tra le tante ipotesi in campo, abbiamo scelto una posizione che non preclude la possibilità di investimenti, guardando allo stesso tempo alle motivazione territoriali – commenta Claudio Burlando – Noi siamo convinti che questa ipotesi sia economicamente sostenibile. Certo, così si riducono i margini di guadagno, ma come ci confermano gli esperti interpellati ci sarebbero comunque buoni margini di utile con questa operazione più rispettosa dell’ambiente”.
L’amministrazione regionale, che ha registrato una vibrante spaccatura all’interno del Pd e si è fatta carico delle richieste dei comitati ambientalisti, cercherà di trattare sul ridimensionamento delle emissioni inquinanti. Su questo argomento, comunque, la negoziazione è aperta. Più difficile il confronto sul progetto, che Tirreno Power pare non voler stravolgere, almeno per mantenere continuo il livello di produttività energetica.
Così come profilata dalla giunta regionale, l’ipotesi progettuale farebbe probabilmente storcere il naso alla dirigenza aziendale, da sempre ferma nel vagliare il ritorno dell’investimento che sulla carta supera il milione di euro. Una dozzina di anni di lavori, poi, non verrebbero accettati da Tirreno Power senza garanzie sui parametri di produzione. Ma sotto questo aspetto gli occhi sono puntati alla riunione di domani.
“Abbiamo ragionato con serietà e rigore, ascoltando tutte i soggetti coinvolti, dagli enti locali ai cittadini ai sindacati – afferma il presidente regionale – La nostra è una posizione equilibrata. E’ evidente che l’impresa metta sul tavolo il progetto più vantaggioso per sé. Chiediamo però all’azienda di valutare con massima attenzione la nostra proposta. La giunta ha discusso a lungo e ne è uscita fuori una delibera unanime molto dettagliata”.
“Siamo convinti che per difendere tutti gli interessi legittimi in gioco questa ipotesi sia buona – conclude Burlando – Ce lo confermano anche i diversi specialisti del settore, con lunga esperienza, che abbiamo interpellato: si tratta di un’ipotesi che mantiene il vantaggio economico per l’azienda”.
“A questo si vanno ad aggiungere – spiega l’assessore regionale all’ambiente, Renata Briano – una serie di prescrizioni condizionanti rispetto all’intesa, per gestire il miglioramento del transitorio. A partire dalla copertura, entro tre anni, dei parchi carbone, una migliore movimentazione del carbone stesso che permette una riduzione delle polveri, il controllo pubblico a spesa dell’azienda sugli inquinanti di particolare preoccupazione. Infine un parere dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, sia sulla situazione attuale, sia su quella successiva, cioè un monitoraggio in continuo. Fra le prescrizioni, anche la riduzione dei consumi idrici, la desalinizzazione dell’acqua di raffreddamento e di depurazione e l’ utilizzo, per la realizzazione delle opere, di imprenditoria e manodopera ligure e produzione di energia da fonti rinnovabili come compensazione”.
13 commenti a “Tirreno Power, la Regione detta le condizioni: sì con riserve, ma l’accordo è a rischio”
…ok, con l’aggiornamento dell’articolo si capisce: SI al nuovo gruppo a carbone a condizione di eliminare i due attuali gruppi e sostituirli con un’altro piu moderno ma sempre a carbone.
Cosi si ridurrebbero probabilmente le emissioni… Mi pare una soluzione accettabile ma devo far notare che il PD, come al solito, ha preso in giro i suoi elettori. Prima delle regionali raccoglieva firme contro l’ampliamento e giurava di esser contrario a nuovi gruppi a carbone… Oggi ne autorizza due, moderni, ma sempre a carbone…
un presidente VERGOGNOSO! Non vogliamo più carbone! Se la faccia sotto la Lanterna la centrale a carbone, se gli è tanto cara! Chiudiamo le due vecchie quì, se ne fa una a casa sua!
Da elettore ed iscritto al PD posso intuire le molteplici sollecitazioni a cui il presidente Burlando è stato sottoposto in questi mesi da più parti: imprenditori, ditte specializzate come Ansaldo, sindacati… E’ vero che un uomo politico spesso ha alle spalle un partito di cui è espressione e che lo ha aiutato ad essere eletto ma esiste anche una sorta di autonomia decisionale. Burlando ha scelto valutando le proposte sul tappeto, le critiche di chi ha paura dei costi umani, sanitari, ambientali e di chi spera invece che i progetti di Tirreno Power portino nuovi posti di lavoro.
Non invidio il lavoro di un politico non demagogico che cerca di RISOLVERE i problemi come ritengo sia Burlando.
Mi sento di dire che sono stati fissati da parte della Regione CHIARI “paletti” riguardo le garanzie ambientali che la Regione richiede alla proprietà. Ora sta a loro dire cosa vogliono fare…
Tranquillo @James Bond che intanto gli elettori del PD (e IDV, SEL, adesso anche FLI) voteranno sempre con il paraocchi, senza memoria di quanto stia facendo ora Burlando & soci. Vedrai che ci verranno a dire che “. . .quelle effettuate dalla Regione sono scelte strategiche per l’occupazione, etc. etc. ” o cose simili, rimangiandosi di fatto le loro stesse affermazioni. Ma si sa, tutto quello che fa la sinistra è buono e corretto. . . sono curioso di vedere come faranno con il sistema “due pesi-due misure” a dar contro alla Provincia !!
Ok. genio di destra, se seguimo la tua provincia a Savona la “cricca” degli affari può muoversi a briglia libera senza controllo e pensando solo agli affari, altro che salute dei cittadini e prevenzione, anche perchè la scuola si chiama “CRICCA” e i maestri come Vaccarezza poco hanno da insegnare. Nel risparmio pubblico dovremmo segargli la poltrona(se non si rompe da sola per l’eccessivo peso). Per quanto concerne la delibera di giunta, una decisione che cerca di mettere insieme tutte le esigenze, credo sia un equilibrio che privilegia la salvaguardia ambientale e la salute pubblica, senza mettere in crisi l’investimento ed il lavoro. Se questo rimarrà il percorso finale della centrale certamente il risultato sarà una riduzione dell’inquinamento ed un maggior controllo verso la salute pubblica e un pò di lavoro in questi duri anni.
Bravo Burlando.
Maurizio, non essere ridicolo… Voi compagni avete sbraitato, anche nei commenti su ivg, contro la provincia per il suo SI condizionato all’ampliamento della centrale. Ora sei qui a giustificare Burlando che praticamente dice lo stesso SI condizionato alla nuova centrale…
Quindi se Vaccarezza e la provincia dicono SI a condizione di minori emissioni sono dei nemici del popolo che se ne fregano della salute dei cittadini e rispondono solo alle lobby e alla cricca…se lo stesso, identico, SI all’ampliamento della centrale lo dice burlando ” è una scelta equilibrata che privilegia la salvaguardia ambientale e la salute pubblica senza mettere in crisi l’investimento e il lavoro”
Ma chi volete prendere in giro?
Mi fate venire in mente quella barzelletta in cui un bambino chiede al padre, comunista sfegatato, “ma gli asini volano?” e il padre risponde “Ma no, figlio mio, chi ti ha detto una stupidaggine simile?” “l’ho letta su L’Unità, babbo!” il padre imbarazzatissimo “beh, in effetti… Ehm, non è che volano proprio… Ma saltano molto in alto… “
Burlando avra’ mille difetti ma non e’ uno stupido…dico questo non essendo scritto ne al pd ne a nessun altro partito…la soluzione trovata e’ la migliore in quanto obbliga TP a demolire i vecchi gruppi obsoleti ed inquinanti e a costruirne altri due (non tre) a carbone , ma con le tecnologie attuali e non con quelle degli anni 70… si mantengono i posti di lavoro , anzi si incrementeranno e si obbliga la societa’ elettrica a demolire e rifare di sana pianta i due vecchi gruppi… questo e’ un terreno molto delicato , pero’ non me la sento di criricare l operato di burlando …direi che ha fatto la cosa migliore..
Prima di dare un giudizio su quanto è successo vorrei leggere un comunicato di “Uniti per la Salute” e di “Legambiente”.
@Cepollina . . . allora anche qui su IVG ci sono certi che saltano saltano . . Resist, Peluffo, Hitech, Prettydog, Lingotto, Sampei, Fisher . . . buona permanenza in orbita !!
@Cepollina . . . e dopo le dichiarazione Burlandesche, adesso assisteremo alla 1a prova circuito Provincia di Savona del tour mondiale “Arrampicatori sugli specchi 2011″. . . vedo già Maurizio S. che ha inziato in scioltezza la risalita . . . seguiranno presto a ruota Resist, Peluffo, Hitech, Prettydog, Lingotto, Sampei, Fisher e gli ambientalisti del NO a prescindere. . .
IronMan
certo, e l’unico che detiene la verità assoluta sei tu, ma soprattutto sei l’unico che riesce a essere sempre obiettivo, ah ah ah!
…specifico una cosa: io sostanzialmente condivido la soluzione proposta da Burlando che poi è la stessa della Provincia di Savona cioè si all’ampliamento ma con sostanziali riduzioni dell’inquinamento utlizzando le miglioretecnologia possibile e rispettare i limiti di emissione previsti dalla legge. ( tra chi ha cliccato “mi piace” all’articolo c’è anche Angelo Vaccarezza)
La cosa che mi fa arrabbiare è il cerchiobottismo dei partiti di sinistra che meno di un anno fa sono andati a raccogliere voti a Vado e circondario dichiarandosi contrari all’ampliamento della centrale per poi oggi, di fatto, autorizzarlo.






Manca un piccolo particolare: “… sì alla costruzione del nuovo gruppo da 460 megawatt, A CARBONE? ma a patto che i due gruppi vecchi vengano demoliti e, una volta rasi al suolo, sostituiti da un altro gruppo di potenza complessiva ai due precedenti… SEMPRE A CARBONE?
Non son dettagli secondari, se si confermasse l’alimentazione sempre a carbone, seppur con gruppi moderni, le istanze degli ambientalisti sarebbero tutt’altro che accolte…