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Ricordo del Poeta finalese Virgilio Fedi “Finarin” foto

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Finale L. Una Sala Gallesio gremita ha ricordato il Poeta finalese Virgilio Fedi – detto “Finarin” – in occasione del centenario della nascita. Poeta dialettale amatissimo dalla comunità finalese, ebbe una vita lunga e difficile. Rimase orfano a otto anni quando il padre cadde in un conflitto a fuoco durante le manifestazioni della “settimana rossa” a Genova.

A tredici anni iniziò a lavorare, ma – con il consolidarsi del regime fascista – divenne per lui difficile mantenere un lavoro stabile, anzi perseguitato a causa del rifiuto a prendere la tessera del fascio. Trovò allora lavoro dai pescatori, uomini semplici e poveri che avevano compreso il suo dramma. Questi lo accolsero e si prodigarono per insegnargli un mestiere duro ma formativo a contatto con la natura mutevole del mare.

Nel 1935 fu richiamato alle armi e inviato in Africa orientale, dove rimase fino al ’37. Rientrato in Italia, riprese l’attività di pescatore, ma riuscì in seguito ad essere assunto alla R. Piaggio-Industria Aeronautica- quando ,per la difficoltà del momento ,non si badava più alle ideologie. Iscritto al Partito Comunista clandestino, partecipò attivamente alla “Resistenza” contro il nazi-fascismo,occupando posti di responsabilità. Imprigionato e torturato, sopravvisse e, con la Liberazione, gli venne conferita la carica di Vice-Sindaco di Finale Ligure. Carica alla quale rinunciò dopo qualche settimana, consapevole delle sue scarse capacità amministrative , ritenendo come persone più idonee potessero meglio svolgere il mandato.

Uomo schivo da notorietà a da riconoscimenti ufficiali, con il trascorrere degli anni iniziò allora a scrivere in vernacolo finalese una lunga serie di poesie dettate dalle difficili esperienze di vita. Virgilio Fedi “Finarin” può essere definito il vero e solo poeta dell’idioma finalese e come tale ricordato. Rimane di lui la figura dell’uomo integerrimo, sereno e amante della terra ligure. Le sue poesie vennero pubblicate per la prima volta nel 1987 con titolo “I mugugni du nonnu”. Seguirono diverse altre pubblicazioni che rimangono come un’importante testimonianza letteraria.

Durante la commemorazione sono state lette da Luigi Alonzo, storico finalese (foto), alcune delle sue poesie più significative. Al termine del commovente incontro la nipote Angela Fedi ha messo a disposizione del pubblico documenti originali e foto ricordo, custoditi gelosamente dalla famiglia.

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