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Regione, Montaldo e Briano su nube tossica dal Giappone: “Nessun rischio per la Liguria” foto

Regione. “La situazione relativa all’evento incidentale di Fukushima è costantemente monitorata attraverso Arpal e le strutture tecniche di prevenzione sanitaria e sulla base delle informazioni in possesso la situazione relativa all’eventuale ricaduta in Italia  e nella nostra regione  risulta assolutamente rassicurante”. Lo dicono gli assessori regionali all’ambiente e alla salute, Renata Briano e Claudio Montaldo in merito all’evento incidentale di Fukuschima in Giappone che è costantemente monitorato attraverso l’ARPAL, l’agenzia regionale di protezione ambientale  in contatto con ISPRA.

“La situazione – dicono i due assessori – è da ritenersi assolutamente non rilevante dal punto di vista radiologico. Infatti, l’Environmental Protection Agency statunitense, utilizzando sistemi di rilevamento estremamente sofisticati, ha stimato che i livelli di radioattività in aria risultano talmente bassi da comportare una dose dell’ordine di centomila volte inferiore a quella normalmente ricevuta dalla radioattività naturale”.

“Comunque – continuano Montaldo e Briano – da una settimana a questa parte, sono state aumentate le capacità di controllo sulle matrici ambientali da parte di ARPAL e ad oggi non sono state riscontrate anomalie nelle misurazioni ambientali effettuate nelle nostra regione”. I due assessori comunicano che sono comunque state allertate le strutture sanitarie deputate al controllo dei prodotti in commercio, le ASL e gli uffici di sanità marittima.

Inoltre la Regione Liguria ha individuato il  Galliera quale  centro di riferimento per le persone di ritorno dal Giappone che temono di essere state contaminate da sostanze radioattive. Dallo scorso fine settimana è stato infatti avviato dal Pronto soccorso dell’ospedale Galliera, in collaborazione con la direzione sanitaria, un protocollo per la gestione della potenziale contaminazione da materiale radioattivo e fino ad oggi sono state 4 le persone visitate e dimesse perché il livello di contaminazione è risultato di nessuna rilevanza clinica. Il responsabile del Pronto soccorso, Paolo Cremonesi ha comunicato che tutti coloro che ritornano dal Giappone e temono di essere stati contaminati da sostanze radioattive possono recarsi al Pronto Soccorso dell’ospedale, preferibilmente di mattina ed effettuare un’indagine epidemiologica e una visita , dopo aver risposto ad un apposito questionario per identificare il rischio epidemiologico.

“A questo punto – spiega Paolo Cremonesi – si possono determinare due possibilità: la persona può essere valutata all’interno di una stanza del pronto soccorso con un’apposita apparecchiatura, detta camera ionizzante, per ispezionare  il corpo  e verificare se sui vestiti o sulla pelle, evento improbabile, ci siano particelle radioattive. In caso affermativo la persona viene accompagnata nella cosiddetta ‘camera calda’ del pronto soccorso e il personale  procede alla decontaminazione con docce apposite, dopo le quali il paziente viene accompagnato presso il laboratorio di Fisica sanitaria del Galliera per effettuare l’esame whole body counter e misurare l’eventuale radioattività interna e raccogliere quindi le urine sulle 24 ore”.

“Con tutte queste indagini effettuate in collaborazione con la direzione sanitaria dell’ospedale – continua Cremonesi – ci si rende conto dell’eventuale livello di contaminazione. Nel caso in cui risultasse privo di rilevanza clinica il  paziente viene immediatamente dimesso senza terapia. In caso contrario trattenuto e ricoverato nella stanza di terapia radio metabolica del  reparto di Medicina Nucleare  del Galliera”.

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