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Regione, Capurro sul nucleare: “Ripensare alla politica energetica e puntare su fonti alternative”

Regione. Il consigliere regionale Armando Ezio Capurro ha illustrato oggi un’interpellanza relativa alle centrali nucleari nel nostro Paese. “Dopo quanto recentemente accaduto in Giappone, dove, a causa del terremoto una centrale nucleare è stata gravemente danneggiata, provocando la fuoriuscita di radiazioni – afferma Capurro – bisogna prendere consapevolezza delle problematiche legate al nucleare senza dimenticare che anche l’Italia, se pur con intensità minore, è soggetta a terremoti”.

Capurro ha ricordato come alcune regioni, vedi Lombardia e Veneto, hanno recentemente dichiarato di non avere siti idonei; in precedenza, ben 15 Regioni italiane, governate sia dal centrodestra che dal centrosinistra, hanno impugnato, per incostituzionalità detto provvedimento esprimendo contrarietà per la norma approvata dai 2 rami del Parlamento.

L’assessore regionale allo sviluppo economico Guccinelli ha ricordato come il presidente Burlando ha più volte espresso la posizione della Regione Liguria contraria da sempre al nucleare.

“Bisogna invece puntare sulle energie alternative – continua Capurro – la decisione assunta nei giorni scorsi dal Governo per quanto riguarda i finanziamenti previsti per il fotovoltaico è sconcertante. Dopo aver emanato un decreto che scaglionava le agevolazioni sino al 2013, dopo soli due mesi, l’esecutivo Berlusconi straccia tutto e annuncia che intende fare sapere, solo  in seguito, l’entità degli  incentivi”.

Un fatto grave in quanto la decisione assunta determina per le aziende “costi certi e ricavi ipotetici” determinando cosi un attacco alla liberta d’impresa rispetto del decreto 2010 che offriva finanziamenti scaglionati sino al 2013.

 “Troppa superficialità da parte del Governo – conclude Capurro – per quanto riguarda un tema importante come lo sviluppo delle energie alternative, che invece deve essere incoraggiato; cambiare le regola per quanto riguarda il fotovoltaico è un grave errore e significa togliere certezze a molte aziende decise ad investire nelle energie pulite”.

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