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Problema frane da Murialdo a Villanova: tra maltempo, ritardi e speranze di riapertura

Murialdo/Villanova d’Albenga. Ritardi e complicazioni dovute al maltempo rendono difficili i lavori per la strada alternativa di Murialdo, quella che dovrebbe permettere di aggirare la frana che, il 24 dicembre scorso, ha tagliato in due la Valbormida in località Isolagrande.

In particolare il montaggio e l’installazione del ponte militare da parte dell’Esercito e previsto per il 20 marzo, è destinato a slittare di otto giorni, per cui il bypass in località Brigneta non sarà pronto prima di aprile. Un ritardo che è destinato ad aumentare l’insofferenza dei cittadini di Murialdo, penalizzati da mesi dalla chiusura della provinciale 51.

“I tempi non saranno rispettati – dice il sindaco Bruno Odella – Sembra che i militari arrivino a Murialdo il 28 marzo per iniziare i lavori di montaggio. Nell’incontro di giovedì scorso, cui hanno partecipato anche tecnici della Provincia, è stato chiarito che prima di quella data è impossibile procedere. In più ci si è messa la nevicata dei giorni scorsi a complicare il tutto. I cittadini sono piuttosto esasperati, e non potrebbe essere altrimenti. I disagi sono tanti”.

I lavori, invece, proseguono come da programma sulla provinciale 6, tra Lusignano e Villanova d’Albenga, interessata cinque mesi fa da una frana. “Mi è stato assicurato che l’obiettivo è l’apertura a doppio senso di marcia della strada nella settimana di Pasqua – precisa il sindaco di Villanova, Domenico Cassiano – Giovedì 24 marzo, intanto, incontrerò l’assessore provinciale Carla Mattea che verrà a controllare ciò che è stato fatto fino adesso”.

A pagare le spese dell’interruzione di vie e arterie stradali sono anche le aziende che hanno sede nelle zone interessate. “Inutile negare che vi siano dei problemi per queste realtà – conferma Osvaldo Geddo, direttore provinciale della Cia – Di fatto, l’economia dell’alta valle è già di per sé debole, per cui a Murialdo si registrano ripercussioni negative soprattutto per le attività forestali e agrotecniche. A Villanova, a pagarne le spese è invece l’import export di fiori e piante che vede in marzo e aprile i suoi mesi ‘clou’. Qui aumentano i tempi di percorrenza per i camion che devono raggiungere le aziende della zona e, dunque, i tempi di carico della merce. Speriamo in una celere riapertura dell’arteria stradale”.

Commenti

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  1. Scritto da DanieleB

    @folgore sono in parte d’accordo su quanto dici riguardo all’aspetto tecnico,
    ma quello che a me non sta bene è questo modo di fare politica.
    Se all’inizio di tutto mi avessero detto che ci sarebbe voluto un anno di tempo per riportare la situazione alla normalità magari avrei mugugnato un po’ il primo giorno (non nego che l’avrei fatto) ma poi, rassegnato, me ne sarei stato e avrei accettato la cosa (e mi viene da dire, come ormai da tempo noi italiani siamo abituati a fare).
    Non mi sta bene che si prometta una cosa e che poi la promessa non venga mantenuta, non voglio un contentino come lo chiami tu, voglio solo sapere la verità anche se questa fa male e voglio…scusa…e mi piacerebbe, che in politica alle parole seguissero i fatti, sono stufo di essere preso in giro, da una parte e dall’altra, non ne faccio distinzione politica o di partito. Se oltre al danno, probabilmente in questo caso non imputabile a nessuno vista la particolarità dell’evento, devo anche subire la beffa di essere preso in giro, allora non ci sto.
    E in tutta sincerità, se poi, nei calcoli e nelle le stime dei tempi, non si tiene nemmeno conto che a Murialdo durante la stagione invernale possa piovere o nevicare…beh, un po’ da pensare e un po’ di dubbi su quali persone ci governano mi viene.

  2. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    …… :-)

  3. IronMan
    Scritto da IronMan

    @Folgore . . . guarda, è inutile che tu insista nello spiegare qualcosa a @claretta e qualcun’altro murialdese: NON VOGLIONO CAPIRE E VOGLIONO SOLO LAMENTARSI !! rileggendo i post ho notato che dicono una cosa, poi ne scrivono un’altra contraria. . . e così succede anche negli altri articoli su IVG . . . se sei costretto a spiegare che “con pala e picco” non si risolve il problema, siamo messi male . . .

  4. Scritto da claretta64

    folgore ma se ti ritieni così esperto perchè non proponi le tue idee agli esperti della provincia?
    Scusa sai ma mi sembra che tu sia molto bravo a parole ma vorei vederti nei fatti!!!!!!!

  5. folgore
    Scritto da folgore

    @claretta64
    vede quando le dico che il problema è che non si cerca di capire le difficoltà tecniche? Non è un banale “…pala e picco a togliere terra e massi dalla frana…” in quanto lì si tratta di sanare l’intera montagna, perchè nel momento in cui verranno tolti quei massi e scenderanno altri ora tenuti fermi da quelli attualmente sulla carreggiata!
    Se si fosse fatto un senso unico alternato si sarebbe corso il rischio che un ulteriore frana avrebbe travolto auto in transito, da qui la necessità del by-pass.
    Non voglio ripetermi ma costruire una nuova strada, rinforzare gli argini, alzare la prima parte del terreno molto più bassa della restante parte, dopodichè scarificare il fondo, livellarlo rullarlo preparare il massello afaltare.
    Tutti questi lavori non possono essere realizzati se il terreno non è perfettamente asciutto, poichè tenderebbe a creare buche e sobbalzi dovuti a futura stabilizzazione, e si attaccherebbe agli attrezzi che lo lavorano.
    In questo caso non serve essere in mille, se il tempo è brutto 1 operaio come 100 non farebbero NIENTE e non per colpa loro!!!
    Infine il ponte, ovvio che finchè non sono pronte le altre opere non si può montare il ponte quinid se si va in ritardo per evitare di “prenotare” i militari per nulla si apsetta correndo il rischio che quqndo le opere sono pronte il genio è impegnato in altro contesto.
    Nessuno si dimentica di voi, ma sicuramente sono dell’idea che la lamentela e la critica debbano essere costruttive per non perdere credibilità finendo per passare per i soliti mugugnoni e soprattutto per proporre soluzioni!