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Lettere al direttore

Politica assente dalla vicenda Tpl Linea: la denuncia di Speranza (Cisl)

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È in atto un processo di distruzione del servizio di trasporto pubblico locale della Provincia di Savona e la nostra classe politica savonese pensa bene di non esprimere giudizi in merito. La storia è un po’ questa: il Governo deve mettere i conti in ordine e quindi decide di fare una manovra di correzione dei conti pubblici tagliando i trasferimenti alle Regioni, scaricando su di esse anche l’onere di definire quali voci interne di bilancio “sforbiciare” e con quali criteri.

La Regione Liguria apre il “librone” del bilancio (75% dedicato alla Sanità) e decide di tagliare il 13% delle risorse del trasporto pubblico locale (media nazionale delle altre Regioni 3/4 %) scaricando sugli Enti Locali l’onere di decidere dove agire. Per il Governo regionale stesso comportamento del Governo centrale. Gli Enti locali essendo però su questa partita semplici enti di transito di quelle risorse, si limitano a comunicare all’Azienda TPL linea Srl, gestore del servizio pubblico nella Provincia di Savona, che nel bilancio 2011 dovrà fare a meno di 1,7 milioni di euro. L’Azienda deve far quadrare i conti e individua 3 metodi di recupero di quei soldi: 70% con l’annullamento di parte della contrattazione aziendale frutto di 40 anni di lotte; 10% con l’aumento del 20% del biglietto urbano di Savona; 20% con il taglio del 3% del servizio prestato (300 mila Km. in meno). Ma non era sceso del 13% il corrispettivo per il servizio?

Alla fine si arriva all’ultima ruota del carro, gli utenti ed i lavoratori che provano anch’essi a ribaltare su altri il problema ma che, voltandosi indietro e non trovando più nessuno, non possono far altro che accollarsi l’onere di gestire il tutto. Sembra un film già visto…con l’aggravante che qui c’è in gioco un diritto universale, quello della mobilità delle persone, in un territorio che era stato capace di renderlo economicamente compatibile con le risorse ed in linea con i costi delle più virtuose aziende europee. Ma come sempre succede questi requisiti vengono tenuti in considerazione soltanto quando sono negativi. Nessuno, a Roma e a Genova, ne ha tenuto conto quando ha deciso di tagliare.

La cosa però che “brucia” di più è lo spaventoso silenzio della politica, a parte una presa di posizione dell’Assessore Provinciale Marson che ha criticato il taglio delle risorse fatto senza tenere conto della virtuosità ed efficienza dell’Azienda savonese. Una politica savonese veramente con la “p” minuscola, incapace di capire che se non si muove oggi, sicuramente sarà responsabile di consegnare al domani di questa provincia un servizio pubblico locale, se così si potrà ancora chiamare, molto diverso da oggi. È un messaggio forte rivolto a tutti. I lavoratori faranno la loro parte…ma la politica farà la propria?

Roberto Speranza
Segretario Provinciale
Fit-Cisl Savona

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