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Nucleare, l’assessore Briano: “Nessuna criticità in Liguria”

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Regione. In merito alla richiesta del Pdl ligure su un piano di interventi regionale per fronteggiare gli effetti nocivi nell’eventualità di un incidente negli impianti nucleari oltre confine l’assessore regionale all’ambiente, Renata Briano replica che “il dipartimento di Protezione Civile Nazionale ha recentemente aggiornato il primo marzo 2010 il piano nazionale per le misure di protezione contro le emergenze radiologiche.

La Protezione civile regionale collabora per fronteggiare le eventuali emergenza derivanti dal rilascio di eventuali sostanze radioattive con il Dipartimento di Protezione Civile nella attuazione dei rispettivi piani di emergenza provinciali in capo alle Prefetture”.

“L’ISPRA, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha sollecitato le ARPAL nazionali ad incrementare le misurazioni del particolato atmosferico. Si comunica che in oggi non si segnalano criticità in merito”.

Commenti

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  1. Bandito
    Scritto da Bandito

    Il piano ligure per fronteggiare un incidente nucleare nelle centrali oltre confine?
    L’ ARPAL diramerebbe immediatamente uno stato di allerta, anche meteo, non si sa mai, che allerterebbe la protezione civile che coi suoi potenti mezzi non farebbe assolutamente niente. Dopo di che Burlando e la sua giunta imboccherebbero immediatamente l’autostrada, possibilmente contromano, e si dirigerebbero a Roma per coordinare con lo stato centrale un piano, a distanza di sicurezza, naturalmente. La prima mossa sarebbe aumentare il ticket sanitario, con le radiazioni ci potrebbero essere un sacco di ricoveri al pronto soccorso, bisogna essere preparati. Verrebbe preparato un decalogo delle cose da non fare finchè sussiste l’emergenza, per prima cosa non bere, poi non mangiare, non uscire di casa e tenere le finestre chiuse, ed ultimo, ma importantissimo, non respirare. Se la cittadinanza non rispeta queste semplici regole e si ammala, caxxi suoi, noi li abbiamo avvertiti. A fine emergenza si imporrebbe a tutti i sopravvissuti una nuova tassa sulle radiazioni, che sarà utilizzata per studiare un progetto a lungo termine per la decontaminazione del territorio, previa gara d’appalto a studi tecnici di amici. una volta stabilito quale progetto attuare una nuova gara d’appalto per stabilire quale cooperativa dovrà effettuare l’intervento, quanti fondi dovrà avere e quale sarà la quota contributiva che sarà richiesta ai cittadini. Nel frattempo le radiazioni sarebbero naturalmente scese da sole, ed il Burla potrebbe dichiarare:”tutto ha funzionato come si deve, l’emergenza è stata risolta”