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Noli, verso la chiusura l’inchiesta della Procura sulla frana di via Belvedere foto

Savona. Si avvia verso la conclusione l’inchiesta sulla frana di via Belvedere a Noli. Sarebbero infatti partite le prime notifiche di 415 bis, il fine indagine, per alcuni degli indagati. L’inchiesta della Procura era partita dopo che, il 14 dicembre del 2009, era stato necessario evacuare per motivi di sicurezza alcune palazzine (in tutto ventisei alloggi). Secondo i vigili del fuoco infatti c’era un rischio di crolli per un “grave dissesto statico” e così il sindaco aveva poi firmato l’ordinanza di sgombero.

Nel mirino degli inquirenti erano finiti molti nomi tra cui quello del sindaco di Noli, Ambrogio Repetto (che ha anche delega all’Urbanistica) e del suo vice Piero Penner (geometra con delega al patrimonio, ambiente e lavori pubblici) che erano accusati di omissione in atti d’ufficio (dal momento che non avrebbero fermato i lavoro nonostante i numerosi esposti e segnalazioni di “pericolosità” dell’area da parte dei residenti), mentre per le altre persone coinvolte l’imputazione è quella di concorso in disastro colposo. Fra questi, il geologo Giampiero Filippi. Secondo indiscrezioni non sarebbe invece stata stralciata la posizione dell’architetto Raffaele Riba, responsabile dell’area urbanistica del Comune di Noli, il quale, sulla base delle perizie effettuate da Filippi, ha rilasciato il titolo urbanistico.

L’inchiesta coordinata dal procuratore capo Francantonio Granero e dal sostituto Chiara Maria Paolucci aveva portato ad indagare anche i responsabili del cantiere e dell’operazione immobiliare che ha creato le crepe, i problemi di staticità, e, di conseguenza, lo sgombero delle palazzine di via Belvedere. Tra i nomi c’erano gli amministratori della ScavoTer, al presidente della società Z&R srl di Priero, al direttore dei lavori, l’ingegnere valbormidese Giovanni Delfino, il geologo Giampiero Filippi e il professionista Maurizio Passalacqua (molti di questi sono già stati interrogati e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere).

Le posizioni di alcuni di loro però potrebbero essere cambiate sulla base delle perizie. Secondo la relazione dell’ingegner Riccardo Berardi, nominato dal condominio del civico 14, infatti ci sarebbero diversi livelli di responsabilità: “In relazione all’imprudenza, negligenza e imperizia dei resistenti e dei terzi chiamati, si ritiene di attribuire, per motivazioni di natura tecnica le principali responsabilità della causa dei danni lamentati parimenti al committente Z&R srl, al costruttore Zoppi srl e al progettista e direttore dei lavori delle strutture, ingegner Giovanni Delfino. In misura minore al tecnico incaricato dell’indagine geologico-tecnica esecutiva geologo Giampietro Filippi. Nessuna responsabilità al tecnico incaricato della relazione di fattibilità geologico-tecnica geologo Roberto Garbarino e nessuna responsabilità al direttore di cantiere ingegner Marco Delfino. Nessuna responsabilità infine alle ditte subappaltatrici T&P Perforazioni Srl e ScavoTer Srl e al Comune di Noli”.

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