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Liguria, accoglienza profughi: si fanno avanti le famiglie. Assessore Sorgini: “A Savona c’è diffidenza”

Liguria. Mentre la discussione, in Liguria ma non solo, verte sulle modalità di accoglienza e sui luoghi e sui costi che comuni e associazioni dovranno sostenere per far fronte all’emergenza profughi, l’assessorato regionale ai servizi sociali ha ricevuto le prime richieste da parte di alcuni privati cittadini liguri disponibili all’accoglienza.

Le email di offerta sono arrivate in Regione già ieri mattina, e dopo la sorpresa e un paio di telefonate per verificarne la veridicità sono state archiviate.

Al momento sarebbero due le persone che hanno confermato la volontà di ospitare presso la propria abitazione altrettanti nuclei famigliari. Altre persone hanno contattato telefonicamente gli uffici dell’assessorato per chiedere informazioni e modalità ventilando l’ipotesi di poter accogliere singoli individui.

“In Comune non abbiamo per ora ricevuto nessuna segnalazione da parte di cittadini disposti ad ospitare profughi nelle proprie case, a Savona c’è parecchia diffidenza” ha detto al telefono ad IVG. it l’assessore alle politiche sociali Isabella Sorgini.

In questa situazione di assenza di un piano nazionale che stabilisca, per esempio, il rimborso economico che verrà riconosciuto dallo Stato alle amministrazioni che si faranno carico dell’emergenza e le modalità dell’accoglienza e del controllo, in molti ambienti si vocifera di una possibile speculazione sui costi.

Ma c’é anche da scommettere che nel caso in cui si apra la possibilità di accoglienza anche da parte di privati nasceranno problemi di ordine pubblico diffusi. Infatti come accetteranno i condomini di un palazzo in centro l’idea che un paio di profughi siano ospitati nel loro palazzo?

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    La legge mi pare sia piuttosto chiara in proposito:

    i clandestini …. tornano a casa loro …
    per i profughi …. ospitalita’.

    Ora di fronte a sbarchi alcuni paesi hanno addottato sistemi drastici per evitare l’invasione:
    vedi Spagna, Malta, Grecia,

    altri se la cavano meglio di noi …. vedi Francia … che ci restituisce i clandestini da rimandare a casa.

    Parlando di ospitalita’ ….. limitata quindi ai perseguitati politici …
    (a chi scappa da un paese in guerra invece di difenderlo anche a costo della propria vita …. “Your country need you!”)
    beh questi non sono moltissimi …..

    e si possono gestire anche senza anime caritatevoli (che si informano sugli aiuti previsti a chi ospita).

    Il problema sono le tendopoli colabrodo gestite da incapaci che non sono nemmeno capaci di evitare le fughe.

    Da queste tendopoli non si deve poter fuggire per penetrare da clandestini (spesso a delinquere) la’ dove non sono desiderati.

    Certo alcuni non apprezzano la legge e predicano l’accoglienza di chiunque ….
    si cambi la legge se necessario ma si eviti di operare per andare “contro” le leggi esistenti …

    ….
    che differenziano lo status di profugo da quello di clandestino.

    E se prima una certa tolleranza poteva anche essere ammessa … ora va’ evitata.

  2. folgore
    Scritto da folgore

    @Orazio,
    hai pienamente ragione non possiamo addurre come motivazione per rimandare via i clandestini “questa è casa mia”, allora spiegami come mai dovremmo io te e altri 60.000.000 di italiani pagare le tasse?
    Le tasse servono a mantenere strade, scuole sanità, strutture di emergenza come i CPT, i CIE e le tendopoli, però da atto notarile io possiedo solo una macchina di MIA PROPIETA’ e secondo il tuo ragionamento proletario-Finiano quelle cose non sono mie, in quanto non c’è un atto notarile che dice che parte delle strade delle ferrovie dei CPT siano MIEI, quinid niente più tasse!
    Pago solo per quel che è mio no per la roba di altri, giusto?
    Quindi visto che la strada davanti al tuo uscio di casa non è mia tua o nostra non avrai iniente in contrario se ci piazzo un accampamento di progughi-clandestini e la riempio di immondizia no?tanto non è tua!

  3. Scritto da huatulco

    @Resist
    L’Italia è un Paese civile governato da persone estremamente civili. I profughi troveranno accoglienza, verrano trattati in modo umano, poi insieme agli organismi internazionali preposti verranno trovate le soluzioni per ogni persona.
    I clandestini invece no. I clandestini non possono avere lo status di rifugiati e pertanto verrano rimpatriati; il termine ” fora di bal” è un po’ colorito e poco diplomatico, ma chiarisce inequivocabilmente che, a norma di legge, il clandestino non può essere accettato (che non vuol dire che gli pianti una scure nel cranio) nel nostro Paese; anzi in Europa.

  4. Scritto da jimmy il fenomeno

    @orazio il tuo discorso mi può andare bene se chi entra rispetta le leggi e ha rispetto degli abitanti del luogo,ma sopratutto mi potrebbe stare bene se fossimo in un periodo dove noi italiani non avessimo varie problematiche.ripeto prima di dare aiuto ad altre nazioni risolviamo prima i NOSTRI problemi….

  5. jchnusa
    Scritto da jchnusa

    ricordatevi tutti che stiamo parlando in base alle leggi italiane e europee di clandestini e non di profughi tra l’altro che vorrebbero andare in francia, per i profughi tutta l’accoglienza che serve ma per i clandestini che si rispettino le lleggi coma sta facendo la francia, ripeto sono CLANDESTINI in base alle leggi europee e italiane stiamo parlando dei tunisini che sia chiaro per tutti e come dice marrasso t. Chi vuole fornire ospitalità è libero di farlo….ma a casa sua e a spese sue sapendo che si viola la legge