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Incontro dell’Idv a Savona: “Perchè dire ‘no’ alla privatizzazione dell’acqua”

Pietra L. Sabato 5 marzo si è svolto a Pietra Ligure l’incontro promosso da Cosimo Melacca e Piergiorgio Pavarino del direttivo dell’IDV Savonese assieme al neonato gruppo giovani IDV del circolo di “Loa Pria”, relativo alla questione Acqua Pubblica, punto fondamentale del prossimo referendum del 12 giugno dove tutti gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul destino di un bene comune essenziale per la sopravvivenza di tutti.

“All’incontro sono intervenuti il responsabile del Comitato Acqua Pubblica, Roberto Melone, e il consigliere regionale IDV, Marco Caviglione – dicono Melacca e Pavarino – al fine di informare i cittadini, coinvolgendoli in un dibattito che ha analizzato punti essenziali, come l’aumento delle tariffe a scapito di un servizio qualitativamente peggiore e inefficente, col solo scopo di lucro da parte delle società che entrerebbero a gestire privatamente le reti idriche con il solo fine di incrementare il loro fatturato, violando un diritto umano inalienabile, poichè l’acqua è vita e privatizzarla sarebbe un atto di inciviltà”.

“Facendo esperienza dei disastrosi risultati ottenuti dalla privatizzazione delle reti idriche di metropoli come Parigi e Berlino, che dopo anni di lotte sono riusciti a riappropriarsi dell’acqua come bene pubblico e comune, non ripercorriamo gli stessi errori, cercando poi di rimediare in ritardo, quando possiamo evitare il problema alla radice. Il 12 giugno si vota contro la privatizzzione dell’acqua e gli italiani questa privatizzazione non la bevono, portiamo quindi avanti il dovere civico della trasparenza e della democrazia votando ‘sì'”.

Commenti

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  1. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Dire no alla privatizzazione dell’acqua per me significa:
    – sottrarre dalle grinfie di speculatori amici del regime che si alimentano e proliferano grazie al parassitario regime di concessione allegra che nessun paese democratico dovrebbe tollerare ma che da noi è divenuto un uso;
    – ricondurre le competenze dello Stato ad esso rimettendo in opera dei “paletti” che sono stati rimossi ad arte;
    – Ricondurre su di un piano ETICO ancor prima che politico o economico una tematica che , assieme a mote altre, è uno dei cardin di uno Stato democratico, sociale e garante dei diritti fondamentali di tutti;
    – Aiutare lo Stato a ricomporsi e a tornare ad essere il centro della vita dei cittadinio, laddove privatizzazioni e decentraenti selvaggi lo stanno distruggendo;
    – assicurare ai cittadini la certezza di uno Stato garante dei loro diritti;
    – dare il primo buon esempio anche per altre iniquità che dovranno essere sanate quando finirà il regime post-socialista vigente;
    …e molte altre cose.
    Non ho dubbi circa il raggiundgemento del quorim e l’affluenza alle urne e spero che questa sia una bella lezione per chi ha tentato di trasformarci in un paese di pagliacci.