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Grasso (Confartigianato Liguria): “Abrogare tassa regionale per nuove imprese”

Liguria. Quanto si paga in tasse e bolli per avviare un’attività artigiana? Tra versamenti alla Camera di Commercio provinciale, marca da bollo virtuale se ne vanno 123 euro e 50 centesimi che lievitano a circa 150 nel caso di imprese societarie.

Nel dettaglio, un artigiano deve versare 18 euro per i diritti di iscrizione all’albo istituito presso le Camere di Commercio, 88 euro per i diritti annuali dell’ente camerale, e 17.50 euro per la marca da bollo virtuale. In più, al momento della costituzione della società, il neoimprenditore deve pagare 32,02 euro per i diritti alla Regione Liguria, versamento che può essere fatto esclusivamente tramite bollettino postale.

Nel 2010, in Liguria, sono nate 3.846 nuove imprese. A conti fatti, dalle tasse sulle concessioni regionali, previste dalla Lr 27/1994, sono arrivate nelle casse della Regione poco più di 123 mila euro all’anno.

“Visto l’esiguo importo dell’introito e il basso impatto che ha sul bilancio regionale – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria–  abbiamo chiesto alla Regione Liguria che sia abrogata la tassa di concessione che, oltre ad appesantire gli oneri fiscali a carico delle imprese, costituisce un ostacolo all’opera di semplificazione in corso dato che è l’unico versamento che non può essere fatto per via telematica. La Liguria è inoltre una delle poche regioni italiane che chiede ancora il pagamento della suddetta tassa”.

Il presidente Grasso ha lanciato la proposta oggi, a margine del convegno organizzato a Genova da Unioncamere Liguria sulla “Direttiva servizi” (ddl 73/522/2010“Disposizioni di attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi del mercato interno”), di recepimento a livello regionale della direttiva europea Bolkestein che introduce modifiche in materia di semplificazione per l’accesso alla professione.

Per quanto riguarda il peso della burocrazia sulle imprese, secondo la classifica stilata dall’ufficio studi di Confartigianato su dati 2010, le province liguri sono, tre su quattro, nella colonna di destra, quella in cui la macchina della burocrazia è più lenta. La più virtuosa – se così si può dire – è Imperia al 49° posto, seguita da Savona (51°) e Genova (62°). La Spezia si piazza al 92° posto su 103 province, seguita solo da città del Sud e da Roma (al penultimo posto).

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