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Ferrania Solis: senza lo sblocco legislativo spettro cassa integrazione

Cairo Montenotte. Anche per i dipendenti di Ferrania Solis, l’azienda cairese che produce impianti e materiali fotovoltaici, si profila lo spettro della cassa integrazione. Pur godendo di buona salute, con un piano strategico per l’aumento occupazionale ed il raddoppio del fatturato, la società è stata colta di sorpresa dal decreto sulle rinnovabili approvato dal governo lo scorso 3 marzo, un provvedimento che ha messo in agitazione un intero settore produttivo.

“Siamo rimasti stupiti – conferma Stefano Messina, vicepresidente di Ferrania Technologies e di Ferrania Solis – Ora vogliamo risposte rapide, affinché non precipitino gli eventi. Il governo deve agire subito per un nuovo decreto, le imprese, come i cittadini, hanno bisogno di certezze. Non è possibile che da agosto a marzo, nel giro di pochi mesi, si cambino le regole del gioco. Poi non chiediamoci perché in Italia dall’estero non arrivano investimenti o perché gli imprenditori italiani mollano la presa”.

Il piano industriale prevede un aumento a 130 unità degli attuali 100 addetti diretti, ma è congelato dal decreto legislativo, emanato in attuazione di una direttiva comunitaria, che sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Per la cassa integrazione “il margine temporale è molto breve – sottolinea Messina – Se non c’è lo sblocco da parte del governo, si parla di tempi flessibili ma brevi per gli interventi sull’attuale assetto occupazionale. Senza sblocco, non ci possono essere mantenuti gli obiettivi attuali”. Un mese, forse meno (quindici giorni), e le prospettive dei lavoratori potrebbero subire colpi.

Ferrania Solis, che vuole raggiungere la capacità di 60 MW, ha investito 4 milioni di euro per la nuova linea di produzione. Se dovessero saltare gli incentivi, verrà venduta. Il mercato ora è fermo. La società cairese ha ordinativi per 31 milioni, ma una dopo l’altra arrivano le sospensioni. “Il sopraggiungere del decreto rappresenta una causa di forza maggiore tra le parti che hanno stipulato un contratto, quindi i clienti sospendono gli ordini. Tutto dipende dalla rapidità con cui arriva il nuovo decreto e da quello che prevede” afferma Ernesto Salamoni, amministratore delegato di Ferrania Solis.

“Vogliamo perseguire gli obiettivi presi all’inizio dell’anno. Riteniamo che grazie al lavoro di istituzioni e Confindustria questo decreto verrà modificato. Abbiamo fatto investimenti sulla scorta del Conto Energia 2010. Il nostro piano industriale è fondato sul mercato e su quelli che erano i presupposti di legge, ovvero l’incentivazione della produzione di rinnovabili” conclude Salamoni.

Commenti

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  1. Scritto da cairesedoc

    avanti con il progetto dei rifiuti!