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Emergenza profughi: scatta il trasferimento nelle regioni, ma i sindaci attendono indicazioni

Provincia. Il piano di trasferimento degli immigrati ammassati a Lampedusa è scattato e, mentre gli annunci parlano di uno “svuotamento” dell’isola in 60 ore, i sindaci della località chiamati a trovare forme di accoglienza ai profughi non hanno ancora informazioni precise. La Prefettura rimbalza direttamente al Ministero dell’Interno. Il ministro Roberto Maroni è intervenuto al question time alla Camera: “Dall’inizio della crisi sono già stati trasferiti nei centri del ministero dell’Interno oltre 13 mila immigrati”.

“Il piano avviato oggi- ha garantito Maroni – porterà entro poche decine di ore all’evacuazione totale da Lampedusa dei cittadini extracomunitari” e in ogni caso, i tunisini arrivati sull’isola, in quanto clandestini, “saranno accolti nei centri che ci sono già e in quelli ulteriori che abbiamo dovuto predisporre e, poi, saranno tutti rimpatriati in Tunisia. Questo è l’accordo che abbiamo fatto con le autorità tunisine – ha spiegato Maroni – che si sono impegnate, aiutate da noi, a fermare gli sbarchi. Credo che le autorità abbiano ben compreso la necessità di intervenire e penso che, se l’accordo verrà attuato, nel giro di poco tempo si concluderà l’emergenza con il rimpatrio dei clandestini ma soprattutto con la prevenzione dei flussi così ingenti che sono arrivati dalla Tunisia”.

Per quanto riguarda la sistemazione dei migranti, Maroni ha annunciato che incontrerà i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni. “Ho proposto – ricorda il ministro – un piano per una distribuzione equa degli immigrati in base al numero degli abitanti. Sentirò le Regioni, mi auguro che ci sia la solidarietà invocata da Napolitano”. E’ proprio il piano per l’equa distribuzione dei profughi provenienti dalla crisi del Mediterraneo che preoccupa i sindaci.

“Non conosciamo i dettagli sul ricevimento dei profughi e dei richiedenti asilo – sottolinea Fulvio Briano, primo cittadino di Cairo Montenotte – Non siamo stati informati sui movimenti né su possibili date di arrivo”. Per Cairo si è ipotizzata la Scuola di Polizia Penitenziaria come luogo di ricovero temporaneo ma l’idea ha mandato su tutte le furie il Sappe, il sindacato di settore. “La Scuola di Cairo non ha materialmente gli spazi per questo scopo. La struttura ospita due corsi per allievo agenti riservato a circa 200 ragazzi e ragazze che termineranno a settembre e sono già preventivati altri corsi per ispettori ed agenti che potrebbero coinvolgere qualche centinaio di partecipanti” osserva Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, aggiungendo: “Il nuovo e moderno poligono di tiro è un punto di riferimento per tutte le forze di polizia che ne faranno richiesta. Come si può dunque pensare che la Scuola di Polizia di Cairo Montenotte possa essere idonea ad accogliere i profughi? Non sarebbe meglio impiegare a tale scopo le varie caserme delle forze armate dismesse in Regione, tipo quella di Albenga?”.

La possibilità di sistemare nell’ex caserma Piave i profughi destinati ad Albenga, al massimo – pare – una trentina, è stata smentita dal sindaco Rosy Guarnieri: “E’ una struttura che non è adatta, né per le sue dimensioni, esagerate per un gruppo che comunque sarebbe numericamente molto ridotto, né per il suo stato: occorrerebbero infatti lavori di ripristino murario e agli arredi, oltre ai necessari allacci”.

Loano potrebbe far fronte all’emergenza con l’aiuto del Centro Caritas. Oggi il presidente provinciale e sindaco loanese Angelo Vaccarezza ha rimarcato la disponibilità: “Spesso ci sentiamo parte di un insieme più grande quando dobbiamo prendere e non quando dobbiamo dare – afferma Vaccarezza, primo cittadino loanese – Questa è solidarietà a senso unico ed è una brutta concezione della pubblica amministrazione. Essere italiani significa essere uniti anche nelle grandi emergenze, che si possono gestire in modo equilibrato. Come Anci Liguria crediamo che nessuno debba tirarsi indietro di fronte al problema umanitario. Ai Comuni viene chiesto di farsi carico di poche unità di persone, proprio per consentire dignità a chi arriva e allo stesso tempo evitare tensioni sociali”.

“I Comuni sono pronti a partecipare all’accoglienza degli immigrati provenienti dal nord Africa e parteciperanno con impegno a sostenere il paese ad assolvere questo compito, che però deve essere portato avanti senza posizioni strumentali” ha detto Flavio Zanonato, vicepresidente Anci con delega all’immigrazione. Attualmente è in corso a Palazzo Chigi la riunione straordinaria della Conferenza unificata convocata per affrontare l’emergenza immigrazione. Presenti il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Roberto Maroni, Raffaele Fitto, Ferruccio Fazio, oltre ai rappresentanti di Regioni, Anci e Upi. Maroni illustrerà alle autonomie locali il piano di distribuzione territoriale per un massimo di 50 mila profughi che potrebbero arrivare dal Nord Africa.

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