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Diocesi, visita pastorale: tappe a Cadibona e Montemoro

Savona. Nella settimana della festa patronale al Santuario la visita pastorale del vescovo alla diocesi non si ferma e raggiunge due piccole comunità parrocchiali dell’immediato entroterra: Cadibona (amministrativamente sotto Quiliano ma ecclesialmente sotto la vicaria di Savona) e Montemoro, rette entrambe da don Giuseppe Demeterca, che è anche viceparroco in San Paolo a Savona.

La visita inizierà domani a Montemoro: alle ore 17 il vescovo sarà accompagnato ad incontrare i malati nelle case e alle ore 19 parteciperà alla cena e all’incontro pubblico presso la locale Società di mutuo soccorso (in località Maschio). Mercoledì 16, alle ore 10, monsignor Lupi visiterà gli ammalati ed anziani di Cadibona. Dopo la “parentesi” del Santuario, la visita riprenderà sabato 19 marzo a Cadibona: alle ore 15 il vescovo sarà a disposizione in parrocchia per colloqui personali, alle 16 farà la conoscenza della Società di mutuo soccorso nella sua sede e alle ore 17,30 incontrerà la confraternita. La conclusione si avrà domenica 20 marzo con le Messe delle 9,30 a Montemoro e delle 11 a Cadibona (a quest’ultima seguirà un rinfresco).

“Come parroco, appena giunto a Cadibona – spiega don Demeterca in un’intervista al “Letimbro” –  il mio primo desiderio è stato quello di andare a fare visita alle famiglie che vi abitano. Così, in quasi due mesi, sono riuscito a fare visita a tutti i cadibonesi, i quali non solo si sono mostrati molto accoglienti, ma insieme abbiamo potuto condividere forti e toccanti esperienze umane e spirituali. Ora la stessa esperienza intendo avviare al più presto anche nella comunità di Montemoro, una realtà più piccola rispetto a quella di Cadibona”.

“A Cadibona sono arrivato nel novembre del 2009 – precisa don Giuseppe – e sapevo che vi erano già delle difficoltà createsi in seguito alla dipartita di don Mario Parella, parroco per molti anni a Cadibona. In questo momento appare evidente una certa situazione di smarrimento e disillusione tra i fedeli e riuscire a superarla non sarà facile. I nostri ragazzi non hanno più una scuola in paese, motivo per cui anche la formazione alla fede la acquisiscono nelle parrocchie vicine (Altare, Quiliano, Valleggia e Savona), appunto là dove frequentano le scuole. Le famiglie giovani, oltre alla faticosa quotidianità che conosciamo, molto spesso hanno come punto di riferimento la città di Savona e quelle non più giovani tendono a chiudersi nel privato alzando steccati difficili da valicare. Insomma, essere comunità là su non è più così scontato; tuttavia credo che sia possibile, purché ciascuno di noi porga segni, gesti e azioni concrete di comunione fraterna”.

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