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Diocesi Savona, torna a riunirsi il Consiglio presbiterale

Savona. Ad un mese di distanza dalla precedente riunione, torna riunirsi il Consiglio presbiterale diocesano, per continuare la riflessione ad ampio raggio sulla situazione della diocesi. Il prossimo appuntamento è previsto il 6 aprile alle ore 9,30 in Seminario, avendo come ordine del giorno “situazione pastorale e relativa distribuzione del clero in diocesi nei prossimi anni, in prospettiva del contesto futuro. Suggerimenti e proposte”.

Nella riunione dell’8 marzo (durante la quale è stato formalizzato l’ingresso in Consiglio di don Domenico Venturetti, primo dei non eletti, al posto di don Michele Farina, missionario a Cuba), il vescovo distribuito l’elenco nominativo del clero diocesano, comprensivo di 62 preti diocesani e 18 religiosi incardinati in diocesi o svolgenti funzioni, e ha chiesto una comune riflessione sulla situazione pastorale diocesana, ormai, dati i numeri del clero, in fase di improcrastinabili decisioni.

“Mentre non è difficile – ha detto – individuare spazi di collaborazione nelle zone fuori Savona, a parte le unità pastorali già presenti, altre attualmente sono di difficile configurazione in città, ma occorre comunque mettersi in movimento perché vi si possa giungere. A questo proposito osservo che, dove queste funzionano, è dovuto principalmente al fatto che i preti vanno d’accordo tra loro. Tuttavia, al di là di qualsiasi altra valutazione in questione, è un momento da vivere come occasione per un maggiore coinvolgimento della corresponsabilità del laicato, e nell’impegno per una formazione dei laici al senso della chiesa. Proposte in merito verranno anche chieste al Consiglio pastorale diocesano e a tutto il clero”.

Gli interventi hanno evidenziato la necessità di un collegamento maggiore tra quanto la diocesi può offrire alle parrocchie e i bisogni di queste, che possono essere quelli di un aiuto nell’amministrazione, nella pastorale in termini di idee e indicazioni. Ai laici, secondo alcuni, potrebbero essere affidati anche a livello diocesano la conduzione degli uffici beni culturali, pastorale familiare e pastorale scolastica. In questo senso si può pensare ad un ufficio diocesano che, nel campo dell’amministrazione, supporti le parrocchie anche attraverso il lavoro retribuito di alcuni laici.

Il Consiglio ha anche insistito perché il sacerdote sia realmente messo in grado di poter assolvere al proprio ministero di guida della comunità, condividendo con i laici la cura pastorale, aumentando il servizio dell’ascolto e della direzione spirituale e promuovendo una più decisa e capillare pastorale vocazionale, senza però disdegnare gli aspetti concernenti anche la cura del patrimonio artistico affidato, perché veicolo anch’esso di evangelizzazione e di cultura. Altri intervenuti hanno chiesto al vescovo più vicinanza a tutto il clero e che si viva la fraternità non solo in occasione di alcuni momenti dell’anno. “Forse sarebbe pure opportuno se prima delle strutture si chiarisse quali sono gli aspetti irrinunciabili della pastorale e su questi proporre delle modifiche, cosa che potrà avvenire più facilmente dopo che il vescovo avrà visitato gran parte delle parrocchie della diocesi”, è stato detto. Su questi punti ci si confronterà nella riunione del 6 aprile.

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