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Colpo alle poste di Casanova: rapinatore patteggia due anni di reclusione

Savona. Due anni di reclusione e 400 euro di multa, con la sospensione condizionale . E’ questa la pena patteggiata questa mattina, in Tribunale a Savona, davanti al giudice Emilio Fois, da Nicolò Giardina, il 27enne che era finito in manette perché ritenuto responsabile della rapina all’ufficio postale di Casanova Lerrone del 9 gennaio 2010. Il giovane, assistito dall’avvocato Nazareno Siccardi, era stato individuato dai carabinieri ad un anno esatto dal colpo alle poste ed arrestato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare. Al momento era detenuto agli arresti domiciliari ma, da oggi, vista la sospensione della pena, potrà tornare in libertà.

Nella rapina all’ufficio postale di Casanova Lerrone fu ferita l’impiegata e furono rubati circa 7000 euro in contanti. I rapinatori erano entrati in azione alle otto di mattina: l’impiegata delle Poste di Casanova stava alzando dall’interno dell’ufficio la saracinesca e si trovò di fronte due uomini, con la faccia coperta di passamontagna, che la spintonarono facendola cadere all’interno e procurandole lesioni abbastanza gravi.

I due malviventi cercarono anche di imbavagliarla e, una volta arraffato quanto possibile all’interno dell’Ufficio Postale, si diedero alla fuga scappando a bordo della loro autovettura. Durante la rocambolesca fuga a tutta velocità però l’auto sbandò e finendo fuori strada lasciò dei pezzi della carrozzeria poco lontano dalla carreggiata. Nonostante l’incidente i rapinatori riuscirono comunque a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine rendendo vano ogni tentativo di rintracciarli.

I carabinieri dell’Aliquota Operativa di Alassio avevano raccolto ogni indizio cercando di ricostruire un mosaico abbastanza complesso. “Sono state sentite molte persone, è stata data importanza ad ogni piccola traccia rinvenuta, sono state seguite tutte le piste possibili fino ad arrivare al colpevole. Le prime testimonianze avevano infatti consentito di individuare solo il modello dell’auto che era uscita fuori strada ma la ricostruzione ha permesso di stabilire che l’auto dei rapinatori era proprio quella di Giardina che impattando contro un carro agricolo parcheggiato a bordo strada aveva perso alcuni pezzi della carrozzeria” avevano chiarito all’epoca dell’arresto dal comando alassino dell’Arma.

Le indagini stanno comunque procedendo per individuare e assicurare alla giustizia anche il complice del rapinatore.

Commenti

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  1. Giudice
    Scritto da Giudice

    Assicurare alla giustizia??!! Ma se questo, adesso che è stato giudicato e riconosciuto colpevole, ( gli han dato 2 anni che a mio giudizio son fin troppo pochi solo per le lesioni alla direttrice , figuriamoci per la rapina ) dai domiciliari l’han messo in libertà.

    Ma qui davvero gira tutto al contrario.