Ciclismo, l’australiano Matthew Goss trionfa in volata alla Milano-Sanremo
Matthew Harley Goss della Htc Highroad è il vincitore della Milano-Sanremo, la classicissima di primavera del ciclismo giunta all’edizione numero 102. L’australiano ha trionfato in volata sul lungomare Calvino della città dei fiori, battendo Cancellara e Gilbert. E’ la prima volta che il velocista tasmaniano si aggiudica la corsa.
Per il quinto anno di fila a Sanremo vince un ciclista straniero. Goss ha preceduto nell’ordine Cancellara, Gilbert, Ballan, Pozzato, Scarponi, Offredo e Nibali. Van Avermaet che era fuggito sul Poggio è stato raggiunto dagli inseguitori quando mancavano 2300 metri.
Goss ha fatto sua la corsa negli ultimi 200 metri grazie allo sprint fulminante, sfruttando il fatto che era l’unico vero velocista del gruppetto che si è giocato la vittoria. Per Goss, classe 1986, è il quinto successo stagionale. Battuti anche quest’anno gli italiani, anche se Nibali e Scarponi hanno lottato sino all’ultimo.
Lo scorso 8 marzo Goss aveva vinto la terza tappa della Parigi-Nizza con arrivo a Nuits Saint Georges.
7 commenti a “Ciclismo, l’australiano Matthew Goss trionfa in volata alla Milano-Sanremo”
Peccato pero che MAMMA RAI ,dopo aver parlato per un’ora della salita delle Manie del fatto che poteva esserci selezione di concorrenti ecc ,nel momento preciso che i corridori percorrevano il tratto ,ha deciso di interrompere le trasmissioni su rai sport iniziiando a trasmettere sci di fondo per passare su rai3 dopo varie pubblicitai ormai con la corsa gia di fronte le cave Ghigliazza. GRAZIE RAI DI TUTTO DI PIU
E tutti fermi per un’ora in attesa che questi quattro scemi superpagati e superdopati finissero di occupare un bene pubblico come l’Aurelia, non si potrebbero fare le corse ciclistiche su pista e rispettare i diritti dei cittadini che pagano le strade e vogliono circolare?
Qualcuno a pensato a cosa ci è costata questa manifestazione? Scorte di polizia, carabinieri ecc, in ogni comune attraversato i vigili tutti schierati per ore a fermare il traffico, mezzi di proprietà pubblica impegnati, alla fine centinaia di dipendenti pubblici che hanno perso una giornata di lavoro più lo straordinario, pagata da noi, per permettere lo svolgimento di un’inutile manifestazione
Bandito ….pensa invece quando ci sono la consultazioni elettorali, qunto personale impiegato e quanti soldi buttati per questi ” quattro scemi ” dopati di “adrenalina elettorale”. D’altra parte la Milano San Remo è una classica che dura da 102 anni e se la gente fi ferma per un po di tempo forse non è neanche male.
Bandito la Milano Sanremo e un classico non spariamo a zero anche su questo ,non e poi una cosa cosi tragica fermarsi 2 orette ero anche io fermo in coda e non ho visto neanche la corsa xchè non mi interessa ma e un classico da anni.Io mi sono molto di più incavolato quando a Finale si sono messi a sistemare le luci della galleria che francamente potevano farlo dopo le 17.30 lavorando in serale e non facendo tardare nessuno limitando disagi.E non mi dicano che aumentano i costi xchè son balle.
Ho l’impressione che Bandito sia rimasto bloccato sull’Aurelia con la sua moto. A me capita quasi ogni anno, con la Milano-Sanremo. Però mi va benissimo che ci sia. Ogni settimana paghiamo, come contribuenti, migliaia di euro per gli agenti di polizia che sorvegliano gli stadi, ma non per questo chiediamo di chiudere gli stadi. La nostra zona, poi, da una corsa come questa ha solo da guadagnare: la strada delle Manie, in questa occasione, si riempie come quando il Giro d’Italia passa sulle Dolomiti. Non mi sembra un’occasione da buttare via.





Grande corsa, incerta e appassionante per tutto il percorso. Non so per i ciclisti, ma per noi spettatori la variante delle Manie ha arricchito ulteriormente di interesse una gara che, prima, troppo spesso risultava monotona fino al Poggio. Oggi tutti hanno parlato delle Manie. E pensare che la variante è nata per necessità, dopo la frana di Capo Noli. Sembrava un ripiego per rimediare a una grana, è diventata una risorsa: uno dei rari casi in cui si riesce a fare di necessità virtù.