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Cepollina (Confindustria) su Tirreno Power: “Opportunità da non lasciarsi sfuggire”

Vado Ligure. “Speriamo che si trovi un accordo che vada bene anche per gli investitori privati in modo da non lasciarci sfuggire questa opportunità che è importante sia dal punto di vista degli investimenti che dal punto di vista occupazionale”. A dirlo è Sandro Cepollina, presidente di Confindustria Liguria, commentando il progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure.

“La Regione si sta impegnando – ha aggiunto Cepollina – ha alcune valutazioni da proporre e anche noi come Confindustria stiamo seguendo con molta attenzione questa vicenda”.

Commenti

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  1. Scritto da juan

    nonostante me ne capisca di combustione e combustibili , di sistemi di abbattimento e filtrazione fumi non mimetterei mai a descrivere il tutto a lei , caro ciccione perche’ so benisssmo che lei e’ esperto di shipping , esperto di produzione di energia elettrica , esperto di filosofia spicciola , esperto di esperti …insomma un tuttologo!! quindi dio me ne guardi dal disapprovare certe sue sacrosante verita’…
    ha presente una fiat 500 del 1975??? bene ..ora ne guardi una del 2011 ..cosa vede??? lei mi dira’ niente ….e invece no sembrano uguali ma una inquina un decimo dell altra…
    basta” a buon intenditor poche parole..”

  2. Scritto da Riccardo Ciccione

    Quale tecnologia ? Juan me la potrebbe descrivere altrimenti sono costretto a rivolgermi a Giancarlone !

  3. Scritto da juan

    vedo che anche qui i fantasisti fantasiosi sono tanti …la miglior soluzione sarebbe demolire i 2 gruppi vecchi e costruirne 2 nuovi con la tecnologia odierna ci sarebbe meno inquinamento , piu’ posti di lavoro…

  4. Scritto da Riccardo Ciccione

    Ad integrazione di quanto dichiarato in precedenza.
    Qualsiasi tipo di combustione per principio chimico-fisico rilascia sostanze inquinanti ed il tutto dipende dal tipo di combustibile.E’ ovvio che non bisogna ritornare alla candela per illuminarci come d’altra parte riscaldarci con il tronco d’albero il progresso va avanti.
    Nel caso specifico bisogna cercare il processo più idoneo cercando di salvaguardare il più possibile la salute e l’ambiente.Poichè l’energia elettrica costituisce un’energia pregiata,più pregiata di quella termica la trasformazione da calore a elettricità avviene ,nel caso attuale e specifico,con un rendimento che si aggira nella migliore delle ipotesi intorno al 36%,con un impianto nuovo di ultima generazione si arriva al maximo 40 -42%
    Ciò significa che parte dell’energia termica non viene trasformata,ma viene restituita all’ambiente esterno sotto forma di calore a temperatura più bassa infatti ecco il riscontro della mutazione del microclima nei dintorni della centrale.Questi sono dati rilevabili consultando il ciclo di Carnot.Non si capisce perchè non si prende in considerazione impianti a ciclo combinato a gas il di cui rendimento (sempre rilevabile dal ciclo di Carnot)
    si arriva al 55%.Il gas naturale ha un potere calorifico di 11.900 Kcal/Kg e produce CO2
    pari a 0,23 g/kcal — Il carbone (litantrace o antracite) ha un potere calorifico di 7500 Kcal/kg e produce CO2 pari a 0,38 g/kcal.
    I dati del materiale inquinante dopo il processo di combustione sono rilevati dalla stessa TirrenoPower ma la domanda surge spontanea chi la controlla ? Chi può avere fiducia sui rilevamenti da parte dell’ARPAL dove parrebbe essere indagati 15 persone per aver tarrocato i dati rilevati ? Perchè nessuno è mai riuscito a contestare i risultati sanitari presentati dai medici dell’ISDE ? Perchè analoghe situazioni ambientali si trovano nelle identiche posizioni ? Perchè i gruppi 3 e 4 continuano a funzionare malgrado non rispettino le disposizioni AIA/Bat ? Le tecnologie ci sono,ed io le conosco,ma quando
    è predominante il profitto di pochi a danno dei tanti facendo leva con il ricatto occupazionale ed anche considerare il diritto alla salute fattore secondario diventa estremamente difficile cercare un colloquio omnicomprensibile.

  5. Iosif
    Scritto da Iosif

    Ma si, tutto sommato conviene tenersi la centrale cosi’ com’è e aspettare che altri investitori si facciano avanti, cosa volete che siano un miliardo di euro.
    Se avremo fiducia ne usciranno almeno una decina pronti ad investire nella provincia di Savona. Ah!!! Ah!!!! Ah!!!
    Comunque Domenica c’è la partita!